Tag: Londra 2012, Pietro bazzoni, alla ricerca della grandezza, giochi olimpici 2012
Coreografia improponibile, non solo autoreferenziale, che non giova alla cultura europea, ma neppure alla storia della Gran Bretagna, solo a pensare all'inno" God save the Quenn".
Una strofa del loro inno pensate dice così:
O Signore, nostro Dio, sorgi,
disperdi i suoi nemici ( quelli della regina)
e falli cadere;
confondi i loro intrighi,
frustra le loro manovre disoneste,
su di te sono riposte le nostre speranze,
oh, salvaci tutti!
Ma dove stava in quello stadio il Dio che poteva salvare?
Sola nota positiva..... non toccatemi Mr. Bean, l'unico distaccato ed ironico che sembrava, come sempre nei suoi personaggi, capitato lì per caso, Olimpiadi sì, Olimpiadi no!
Del resto, non so alla fine dei giochi a quale posto saremo nella classifica del medagliere, ma mi basterebbe fare il confronto tra le nazioni che ci stanno facendo pesare la loro potenza economica e la nostra piccola, orgogliosa nazione che non ha mai mollato lo sport come forma di educazione delle giovani generazioni.
Non parlo tanto del calcio, che pur essendo io un gran tifoso, a certi livelli di interesse non è educativo, nè mi sembra che sia uno sport olimpico in senso stretto.
Parlo di tutti gli altri sport, dove il tiro con l'arco e le lacrime di Michele Frangilli, dopo aver centrato il 10 che ci ha portato la medaglia, ci fanno capire di che pasta siamo fatti noi italiani.
Ne riparliamo tra un po' di giorni.

Ho guardato la cerimonia di apertura per la prima volta con mia figlia (10 anni non ancora compiuti, la volta scorsa era troppo piccola e "fuori orario") e ciò ha dato alla cosa un "sapore diverso" ma devo dire che dal punto di vista:
Permalink Risposto da Pietro Bazzoni su 2 Agosto 2012 a 21:26 Benvenuto in
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