Come aumentare la responsabilità dei collaboratori e aumentare la qualità del prodotto.

Buonasera a tutti,

opero nel settore della Meccanica ; precisamente ci occupiamo di lavorazioni meccaniche di fresatura e tornitura a CNC. In questo ultimo periodo stiamo riorganizzando la produzione per aumentare la responsabilità dei collaboratori e di conseguenza la qualità del prodotto. Desideravo confrontarmi con altre aziende che operano nel mio settore per verificare altri metodi di lavoro.

C'è qualche azienda interessata ?

Ciao

  

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Risposte a questa discussione

Mi occupo di supportare le aziende nel cambiamento e nei percorsi di miglioramento continuo.

Per coinvolgere maggiormente i collaboratori, avete creando un piano comune e condiviso di crescita, rendendolo visibile e di facile comprensione?

Avete un modulo che rende visibile chi è in grado di fare cosa, e cosa vorreste che fosse in grado di fare entro l'anno?, con questo schema si aumenta il coinvolgimento delle persone e si comprende chi ha voglia di investire il proprio tempo e ha voglia di crescere insieme all'azienda

 

Sviluppare giornate di miglioramento mirate e ben gestite permette di creare squadra, inoltre la condivisione stessa delle problematiche aziendali permette di creare squadra e un maggiore coinvolgimento.

 

Spero che quanto indicato possa essere d'aiuto, rimango a disposizione

 

grazie

 

Giuseppe

L'approfondimento della settimana del 13 giugno sarà intitolato "Come ridefinire l’organizzazione aziendale" e l'azienda presa in esame produce forni industriali. Descriverò come ho eseguito l'intervento e i titolari dell'azienda racconteranno i risultati ottenuti.

Mi auguro che il tutto possa aiutarti.

Anche io lavoro nel campo della consulenza e sono focalizzato sul supporto alle PMI nel miglioramento della redditività aziendale. In questo ambito i temi da te sollevati (qualità del prodotto e responsabilizzazione dei collaboratori) sono assolutamente centrali. Non so come sei arrivato a decidere che queste sono le priorità dell'azienda. Se lo hai fatto a seguito di un assessment globale, nell'ambito del quale hai identificato le varie opportunità di miglioramento e confrontato per ciascuna di esse costi e benefici, sei certamente sulla strada giusta. Diversamente il rischio può essere quello di non ottimizzare i tuoi sforzi.

Inoltre, il vantaggio di un lavoro a monte ben strutturato è quello di far emergere le ragioni che si trovano alla base delle situazioni che non ci soddisfano completamente; e quindi partire da lì per impostare il miglioramento. Il rischio opposto è quello di concentrarci sul "problema" invece che sulle cause che lo determinano.

Tieni presente che affrontare il miglioramento organizzativo non è diverso da affrontare il miglioramento di un prodotto: in questo caso che fai? Parti dal "difetto" e cerchi di capire cosa lo ha determinato, procedendo passo passo a ritroso, fino a trovare la "causa prima"; quindi cerchi di rimuovere quella causa.

Per gli aspetti organizzativi l'approccio dovrebbe essere identico; invece, spesso, cerchiamo di lavorare sul problema senza sforzarci di trovare la causa prima.

Un ultimo spunto di riflessione: secondo quello che sto sperimentando nel mio lavoro, avvalersi di un contributo esterno in progetti di questo tipo, consente di ottenere vantaggi tangibili; sopratutto perchè chi viene da fuori può cogliere situazioni che chi vive giornalmente l'azienda percepisce come "consolidate e non modificabili". Invece mettendole in discussione si scoprono opportunità impensate.

Mi sento di dirti questo avendo vissuto in azienda per quasi 30 anni, prima di decidere che era tempo di condividere le mie esperienze con altri.

Buon lavoro ed in bocca al lupo.

Giuseppe 

Ciao Davide,

mi permetto di segnalarti il contributo di Chiara, sebbene non perfettamente legato alla responsabilità dei collaboratori. Ne abbiamo parlato anche in uno dei tavoli di lavoro durante l'evento di ieri pomeriggio.

In particolare, del decalogo di Chiara ti segnalo i punti 1 (non c'è responsabilità se non c'è la persona), 9 (tra l'altro, il famoso modello toyota - lean production, è tutto basato sul coinvolgimento del collaboratore: il cambiamento è di tipo bottom up e non solo top - down), 10 (chiarita la rotta, pto 1, definito l'equipaggio, pto 9, si persiste sull'obiettivo).

In particolare, su un mio cliente (tra l'altro simile a voi per dimensioni e fatturato, anche se lui lavora la gomma), esplicitare questi tre punti ha significato:

  • capire con lui qual'era l'obiettivo vero (crescere? In volumi o in valore? ottimizzare la produzione? gestire meglio i turni? organizzare un pò meglio il tutto? ridurre gli scarti?...) e concretizzarlo in valori e tempistiche (ovvero fare l'analisi che diceva Giuseppe Toscano nell'intervento precedente), definendo la visione d'insieme;
  • creare la squadra (come indicato da Giuseppe Ravazzolo) perchè quando si riesce a passare dall'idea di essere un esecutore del lavoro altrui all'idea di essere l'artefice del proprio lavoro, le trasformazioni del modo di lavorare arrivano direttamente da chi quel lavoro lo esegue tutti i giorni e magari da anni;
  • pianificare il cambiamento e seguire quanto pianificato (scusa il grassetto, ma ti assicuro che spesso si fanno i piani e poi li si mette in un cassetto);

Spero di esserti stato un pò di aiuto. Se hai bisogno, fammi sapere

Ciao

Giovanni

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