Serbia, Montenegro, Croazia, Slovenia, Egitto e Tunisia: sono tra le mete preferite degli imprenditori italiani, specie quelli del Mezzogiorno ma anche del Nord Est, che stanno portando via dall'Italia pezzi rilevanti della produzione industriale e dell'economia italiana. Fisco più favorevole e costo del lavoro nettamente più contenuto sono le due ragioni principali che spingono le imprese del nostro Paese a fuggire verso queste mete.Secondo la ricerca, molti imprenditori, nel pieno della bufera internazionale, si sono trovati a un bivio: chiudere o continuare la loro attività fuori dei confini nazionali, dove un contesto economico assai diverso favorisce l'insediamento di nuovi impianti industriali. Sgravi fiscali e incentivi di varia natura attraggono sempre di più le aziende tricolore. Una vera e propria emigrazione che ha preso il via con alcuni grandi gruppi industriali e adesso sta interessando anche realtà nel settore delle piccole e medie imprese. A forte rischio c'è l'attività di trasformazione agricola e l'industria conserviera. Col risultato che sulle nostre tavole arrivano prodotti made in Italy, lavorati nei Balcani e nel Nord Africa. Il nostro Paese ha bisogno di misure ad hoc, La nostra ricetta è nota: fisco, burocrazia, infrastrutture e giustizia civile sono ambiti nei quali, dentro i nostri confini, c'è molto da fare prima di rimettersi a parlare concretamente di creare nuovi posti di lavoro e mettere in moto il mercato dell'occupazione».
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Vero, verissimo, Biagio. Fiat in testa, e tutti insieme via! verso la Serbia! (ad esempio)
Formuliamo un programma e ci facciamo sentire?
Sono anni ed anni che si dice che c'è molto da fare, ma nessuno dice cosa.
Perché qualcuno non inizia a pensare cosa?
Io un idea chiara magari ce l'ho.
L'IRAP si dovrebbe pagare SOLO se sei in utile, non quando sei in perdita!!!!!
E nessuno mi venga a dire che l'aliquota è bassa, che ha sostituito altri costi.
Gli altri, appunto, erano costi, non valori INDEDUCIBILI. Se arrivavi in perdita, poteva capitare se investivi, non dovevi FINANZIARTI IN BANCA A TASSI ALLUCINANTI per pagare TASSE SUL NIENTE!!! NON sono imposte! Sono TASSE DI ESISTENZA!!!
Volete che le aziende restino? CAMBIATE PASSO!!
Scusami tanto per le maiuscole, sono così esacerbata dai governanti che ci guidano cantando e ballando sul ponte di prima classe del Titanic, mentre noi continuiamo a buttar fuori acqua dai boccaporti per non affondare, che non sono riuscita a trattenermi!
Facciamoci sentire, a tutti i livelli: internet va benissimo, social anche, ma anche istituzioni, associazioni, giornali, radio.... facciamoci sentire!
Antonella
Permalink Risposto da biagio solimeo su 25 Luglio 2012 a 10:37 Hai perfettamente ragione!Il sistema Italia per come è strutturato oggi non permette alle aziende sane di sopravvivere! Costi del personale, energetici, fiscali e burocratici degni della vecchia Unione Sovietica rendono alle imprese la vita molto difficile.Purtroppo paghiamo anni di assistenzialismo statale,scelte sindacali e leggi truffa che hanno portato le imprese alla situazione attuale.
I mercati non si fidano più del Paese Italia amministrato e governato da persone incompetenti e miopi che non riescono a capire quale sia la strada da percorrere.Liberalizzazioni,infrastrutture abbattimento della pressione fiscale questo si chiede all'Italia ma purtroppo credo che ancora non siamo pronti come società al cambio culturale.Intanto paesi come la Cina l'India il Brasile la fanno da padroni attraendo a se gli investitori internazionali mentre noi ascoltiamo le solite chiacchiere dei soliti noti da anni.Allora chi espatria per fare impresa lo fa per sopravvivere e non lo fa contro l'Italia ma contro chi ci governa io personalmente non vedo politiche di lungo periodo utili alla ripresa ma solo mezze misure fatte per tirare a campare!
Permalink Risposto da Claudio Volonte' su 26 Luglio 2012 a 9:38 Secondo me vi sbagliate, tutti si sbagliano chiedendo meno tasse e più agevolazioni per l'impresa.
Lo sanno benissimo cosa si deve fare, ma nessun governo farà mai quello che ci aspettiamo, perchè la priorità non è lo sviluppo economico, ma la pace sociale.
Non a caso il governo Monti ha iniziato il suo lavoro dalla parte delle entrate e non da quella delle uscite come avrebbe fatto un manager di fronte ad un'azienda in crisi. Prima riduco al minimo le spese e poi vedo quanto devo chiedere in più , o in meno, al cittadino contribuente.
Questo, però, non lo si può fare per il principio suddetto.
Io non so se Monti affronterà seriamente la cosa chiedendo una diminuzione drastica del personale statale, ma sono sicuro che quando lo farà il governo cadrà ed andremo alle elezioni. Perchè non cambi nulla.
Siamo una tipica società decadente.
Perciò l'unico consiglio che si può dare ad un imprenditore è: fai le valigie, perchè il resto del mondo non ragiona così.
La mia visione è pessimistica, ma mi sembra la realtà attuale.
Se qualcuno mi sa argomentare che ho torto sarei felicissimo.
Ciononostante in Italia ci sono molti imprenditori che resistono e se l'Italia si salverà sarà solo merito loro.
Forza e coraggio.
Claudio.

No, Claudio, non sbagliamo, e lo dici anche tu: imprenditore fai le valigie. Il resto del mondo non ragiona così.
Così come? Persino in Ucraina si pagano le imposte (e non le tasse, che sono a fronte di un servizio, mentre le imposte servono a redistribuire il reddito) SOLO SUGLI UTILI ed al 17%. Vogliamo andare avanti a colpi di percentuale? Non sono d'accordo con la fuga, difatti anche tu lo auspichi: Ciononostante in Italia ci sono molti imprenditori che resistono e se l'Italia si salverà sarà solo merito loro. Forza e coraggio.
La forza ce l'abbiamo, il coraggio anche. Siamo ancora qui. Non mi piango addosso, e non cerco agevolazioni, ma solo:
a): giustizia. Che paghino tutti il dovuto, a partire dall'alto (già nel 1980 sapevo che lo stipendio di un parlamentare NON E' TUTTO IMPONIBILE IRPEF). Ci sono categorie che evadono? Benissimo! Rendete deducibili TUTTE le spese private, e vedrete che emersione. In fondo il 55% ed il 36% hanno già questo scopo sotteso, no? Facciamolo per tutto.
b): riconoscimento del ruolo sociale. Di fronte ad uno stato che sempre più, dove vuole, leggi welfare, ha il braccino corto, se io imprenditore voglio associarmi ad altri per fare un asilo per i bambini dei miei dipendenti ma non solo, devo ESSERE AGEVOLATO E SOSTENUTO, non intralciato da un migliaio di leggi leggine lacci e lacciuoli inutili se non a giustificare l'esistenza della burocrazia statale, regionale, provinciale, comunale e ... ale!
c): basta con l'idea dello "sporco imprenditore". Sono fiera del mio sporco: vuol dire che ho lavorato, ma basta con una politica che vede tutto il buono da una parte e tutto il cattivo dall'altra. Le pecore nere ci sono ovunque in tutti in greggi, tutte le altre sono grigie o bianche. Gli imprenditori, specie quelli piccoli e medi che sono ancora qui, sono quelli che fanno girare gli ingranaggi, non quelli che li inceppano.
Hai ragione Claudio, la tua visione è realistica, ma non deve essere solo ... pessimistica.
Siamo usciti a pezzi da un dopoguerra da perdenti, e si, allora c'era il piano Marshall degli USA ed erano altri anni, ma l'unica via d'uscita che vedo è una società che prende coscienza di quanto c'è da fare.... e lo fa!! Come allora!
Sono stata un po' forte nelle espressioni, ma davvero, basta con il muro del pianto. Abbiamo da lavorare!
Anzi, inizio subito!
A presto, e scusate lo sfogo. Buon pomeriggio e soprattutto BUON LAVORO!
Antonella
Claudio Volonte' ha detto:
Secondo me vi sbagliate, tutti si sbagliano chiedendo meno tasse e più agevolazioni per l'impresa.
Lo sanno benissimo cosa si deve fare, ma nessun governo farà mai quello che ci aspettiamo, perchè la priorità non è lo sviluppo economico, ma la pace sociale.
Non a caso il governo Monti ha iniziato il suo lavoro dalla parte delle entrate e non da quella delle uscite come avrebbe fatto un manager di fronte ad un'azienda in crisi. Prima riduco al minimo le spese e poi vedo quanto devo chiedere in più , o in meno, al cittadino contribuente.
Questo, però, non lo si può fare per il principio suddetto.
Io non so se Monti affronterà seriamente la cosa chiedendo una diminuzione drastica del personale statale, ma sono sicuro che quando lo farà il governo cadrà ed andremo alle elezioni. Perchè non cambi nulla.
Siamo una tipica società decadente.
Perciò l'unico consiglio che si può dare ad un imprenditore è: fai le valigie, perchè il resto del mondo non ragiona così.
La mia visione è pessimistica, ma mi sembra la realtà attuale.
Se qualcuno mi sa argomentare che ho torto sarei felicissimo.
Ciononostante in Italia ci sono molti imprenditori che resistono e se l'Italia si salverà sarà solo merito loro.
Forza e coraggio.
Claudio.
Permalink Risposto da biagio solimeo su 26 Luglio 2012 a 15:22 Scusate ma questo concetto di resistere non lo condivido!
resistere contro chi e cosa?
non siamo mica in guerra?
Abbiamo uno Stato inefficiente che spreca risorse in tutti i settori..
chi fa impresa perchè dovrebbe accollarsi tutto ciò pagando tasse e imposte altissime senza avere servizi ed infrastrutture degne di un paese moderno???
abbiamo una casta politica e burocratica che costa ai cittadini 13 miliardi di euro all'anno in cambio di cosa?
se i nostri politici non capiscono che sono al servizio del popolo e non il contrario perchè l'impresa dovrebbe rimanere in Italia?
LE IMPRESE DEVONO FARE UTILI altrimenti chiudono è la legge del Mercato.
Mentre lo Stato continua a produrre DEBITO CATTIVO PER ALIMENTARSI CHE IMPOVERISCE LA NAZIONE!
si deve tornare a produrre beni oltre che servizi altrimenti il PIL non cresce e con esso la ricchezza pro-capite.
poi le imposte e le tasse deprimono i consumi (avendo meno soldi da spendere) innescando un circolo vizioso che riduce la ricchezza del paese.
allora ben vengano quei paesi che con politiche sane incentivano il lavoro attraendo a se investimenti esteri ed imprenditori che hanno voglia di fare..mentre dall'Italia si fugge perchè oramai nessuno si fida più del sistema Italia governato da caste CORROTTE che pensano solo ai propri interessi.
Ciao Biagio, sto valutando di avviare all'estero la mia prossima attività, anche per i motivi che tu ben denunci. Visto che alcuni paesi che citi sono quelli che vorrei gurdare se vuoi approfondiamo. Ti lascio la mia mail per un'eventuale tuo contatto diretto. Buona giornata Luca
Ciao Biagio,condivido pienamente il tuo pensiero,gli imprenditori in italia sono dei sudditi e' ora che cambi qualcosa e' ora di fare qualcosa di concreto siami stufi di essere presi in giro e' toppo tempo che il nostro governo ci froda,mi piacerebbe approfondire il discorso su un eventuale sbocco per la mia attivita nei paesi che hai citato www.ge-srl.eu
saviogardin@libero.it
Distinti saluti
biagio solimeo ha detto:
Scusate ma questo concetto di resistere non lo condivido!
resistere contro chi e cosa?
non siamo mica in guerra?
Abbiamo uno Stato inefficiente che spreca risorse in tutti i settori..
chi fa impresa perchè dovrebbe accollarsi tutto ciò pagando tasse e imposte altissime senza avere servizi ed infrastrutture degne di un paese moderno???
abbiamo una casta politica e burocratica che costa ai cittadini 13 miliardi di euro all'anno in cambio di cosa?
se i nostri politici non capiscono che sono al servizio del popolo e non il contrario perchè l'impresa dovrebbe rimanere in Italia?
LE IMPRESE DEVONO FARE UTILI altrimenti chiudono è la legge del Mercato.
Mentre lo Stato continua a produrre DEBITO CATTIVO PER ALIMENTARSI CHE IMPOVERISCE LA NAZIONE!
si deve tornare a produrre beni oltre che servizi altrimenti il PIL non cresce e con esso la ricchezza pro-capite.
poi le imposte e le tasse deprimono i consumi (avendo meno soldi da spendere) innescando un circolo vizioso che riduce la ricchezza del paese.
allora ben vengano quei paesi che con politiche sane incentivano il lavoro attraendo a se investimenti esteri ed imprenditori che hanno voglia di fare..mentre dall'Italia si fugge perchè oramai nessuno si fida più del sistema Italia governato da caste CORROTTE che pensano solo ai propri interessi.
Buon giorno
Vorrei aggiungere ai commenti. Avendo lavorato per anni all'estero ed in giro per il mondo. L'Italia ha il sistema più burocratico e sfavorevole per imprenditori. Poco tempo fa andai in Ghana per fare partire una struttura ONLUS per giovani imprenditori. Si c'era burocrazia statale, ma facilmente gestibile. Non solo soldi disponibili da varie associazione come la banca mondiale per far si che i giovani rimangono e faccino crescere la nazione. I Cinesi questo lo hanno scoperto ani fa, quando hanno iniziato ad investire in Africa, e stanno investendo a manetta. Con con gli investimenti anche il controllo politico sociale. Ovviamente hanno la preferenza quando preparano un progetto. HO visto aziende Italiane... ma poco stavano lavorando su una diga ed il porto di Tema (sappiamo quale azienda Italiana può essere in questo caso di grandi costruzioni). Gli investimenti c'erano e tanti, e anche sulle infrastrutture, tanto che un grande telco sa cosa e come investire. Il fatto con l'Africa è che sono sulla stesa fascia oraria Europea, non distano tanto dal Sud America!!!! Altra area di sviluppo e neanche tanto dall'America. L'Africa se si sveglia farà le scarpe all'Europa. Un mercato enorme, e nuovo, molto ricettivo alle nuove tecnologie. Il Ghana avrebbe un sistema turistico a livello mondiale se non vedessero solo l'oro nell'Ashanti o il petroli nel golfo del Ghana. Clima fantastica... il magiare si trova di tutto quello che uno vuole. Prezzi..... accettabili. L'Unica cosa sono gli affitti, non troppo cari ma il deposito, 2 anni, io sono riuscito a contrattare 3 mesi. In Inghilterra lavoravo con gli imprenditori, vicino ad Oxford, avevamo 4 incubators, con 6 centri d'eccellenza per fare partire le imprese. Con uffici a costo molto agevolato, e supporto, in Italia...... beh... non ne parliamo che è meglio.
Ultimamente ho lavorato con dei giovani per andarsene dall'Italia, una geofisica.... una laurea spettacolare, una tesi fantastica (la ho tradotto in Inglese per pubblicazione), adesso è in Texas, perchè le aziende Italiane non hanno visto il suo potenziale. Due Direttori grafici sono a New York, un'altra ragazza ora lavora per una ditta Anglo/Americana, e sto finendo un progetto per una ragazza per andare in Inghilterra a lavorare in un teatro...... bella la mia Italia... peccato che tra poco ci sarà ben poco. La tipica mentalità dei generali della prima guerra mondiale di bruciare tutto ma avevano conquistato il terreno.... scortch earth policy.... però hanno salvato la nazione. Tanta teoria ben poaca esperienza pratica in questo governo di professori.
Permalink Risposto da gabriella cirillo su 5 Settembre 2012 a 14:37 Interessante argomento quello introdotto, vorrei solo fare qualche ulteriore piccola riflessione, essendomi oramai imbarcata anche io nell'avventura balcanica. E' vero che i Balcani ed il Nord Africa (problemi politici permettendo per questi ultimi) costituiscono una nuova meta, scelta da molti italiani soprattutto per una vicinanza geografica che l'estremo (non per nulla definito estremo) garantiscono, ma è importante pensare che oramai il made in Italy non può più sopravvivere solo in Italia e per l'Italia. In questi posti è indispensabile avere una costante presenza italiana su tutto quello che si produce, anche perchè pur avendo questi paesi buone materie prime, soprattutto in campo agricolo, non hanno una grande competenza tecnica, a tutti i livelli e quindi è necessario portare dall'Italia professionalità, tecnologia e sistema di mercato. Inoltre, questi paesi costituiscono anche dei buoni mercati interni e per importanti altri paesi limitrofi, si pensi alla sola Russia, con cui alcuni paesi balcanici hanno accordi di libero scambio. Per cui in conclusione non sarei critico ed anzi spingerei molti imprenditori a considerare tali paesi in una nuova prospettiva di sviluppo
Permalink Risposto da biagio solimeo su 5 Settembre 2012 a 16:37 Buonasera visto quello che leggo dalle vostre discussioni L'Italia è destinata ad lento ed inesorabile declino industriale e purtroppo sarà così perchè non siamo in un Paese democratico e repubblicano ma in un Paese feudale dove i nostri "Signorotti" non cedono nulla dei loro privilegi e delle loro rendite a discapito del lavoro che rende ricca una nazione.
Tutti o almeno la maggior parte dei paesi esteri lo ha capito (internazionalizzazione,reti d'imprese,infrastrutture,energia,costo del lavoro,salari) invece da noi ci sono ancora settori impermeabili al cambiamento come banche,assicurazioni,distribuzione dei carburanti,politica ecc che fanno si che lavorare e fare impresa diventi un opera quasi titanica..Ed allora impariamo cari amici dagli uccelli migratori che si spostano a seconda delle possibilità di sopravvivenza da un posto all'altro del mondo.Buon Business a tutti.
Buon pomeriggio, se avete in mente qualche progetto da quelle parti sappiate che li gli incentivi sulle rinnovabili sono altissimi. Nei paesi in via di sviluppo è fondamentale essere liberi dal punto di vista energetico per ovvie interruzioni di potenza obbligate nell'ammodernamento della rete.Inoltre i guadagni sono veramente considerevoli in termini economici vista l'alta incentivazione e la bassa burocrazia.
Ci sono molti altri risvolti che qui tedierei a trattarvi ma già queste indicazioni di massima permettono di capire con un minimo di lume che la cosa è una grande opportunità.
Se avete qualche progetto prendete in considerazione la cosa visitate il sito della mia società www.egasistemi.it o scrivetemi una mail a stefano@egasistemi,it
Saluti
Gianluca Adami ha detto:
Ciao Biagio, sto valutando di avviare all'estero la mia prossima attività, anche per i motivi che tu ben denunci. Visto che alcuni paesi che citi sono quelli che vorrei gurdare se vuoi approfondiamo. Ti lascio la mia mail per un'eventuale tuo contatto diretto. Buona giornata Luca
Ciao Stefano, io faccio parte di un consorzio di installatori (15) in provincia di Bergamo, ti può interessare proporre qualche progetto/possibilità che hai tra le mani? loro stanno cercando di svilupparsi all'estero. Ti lascio il mio indirizzo qualora volessi approfondire: direzione@accordservice.it
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