Lancio questa domanda, per capire se l'argomento turismo può effettivamente rilanciare il sistema italiano dal punto di vista economico.

Noi ci occupiamo di Lecco e la sua Provincia, dove il turismo potrebbe seminare e raccogliere molto, ma purtroppo i tempi sono sempre lunghi e la mentalità è difficile da cambiare.

Avrei piacere nel leggere commenti costruttivi in materia!

Grazie,

Sergio Comi

Informalecco.com

Visualizzazioni: 99

Contribuisci alla discussione

Risposte a questa discussione

Ciao Sergio,

sono sicuro che il turismo possa e debba essere in qualche modo rilanciato e valorizzato.

Il patrimonio culturale, ambientale, culinario, italiano è sicuramente senza paragoni al mondo, ma deve essere sicuramente potenziato.

L'anno scorso e due anni fa per vacanze ho visitato città come New-York, San Diego e San Francisco che sono convinto essere le più belle città degli USA e li rivendono per musei posti che in Italia lasceremmo all'abbandono perchè assolutamente "insignificanti" di fronte ad altri luoghi.

La capacità degli Americani è sicuramente quella di valorizzare qualsiasi piccola cosa che rappresenti la loro storia (sicuramente più breve della nostra) e di far pagare per visitarla. Gran merito a loro.

Perchè anche noi non proviamo? I ricavi basterebbero per mantenere, in parte, il nostro patrimonio.

Sicuramente la tecnologia ci permetterebbe di mettere in vetrina tutte le nostre ricchezze.

Alessandro

Ti ringrazio per l'ottimo spunto e la riflessione che mi vede pienamente d'accordo.

Questione di mentalità poco vincente? Poca voglia di investire su di un mondo nuovo?
Io penso alla provincia di Lecco, storicamente devota al mondo dell'industriale, del metalmeccanico, del ferro... Ma anche patria di uno dei romanzi più noti d'Italia, e valorizzato in maniera pessima. I Promessi Sposi potrebbe incrementare le casse di tutti, ma nessuno si è mai preso la briga di creare un itinerario valido ed efficace, giusto per fare un esempio!

Noi speriamo di poter dare una svolta, nel nostro piccolo!!
 

Sono pienamente d'accordo con entrambi, purtroppo in Italia siamo poco capaci di valorizzare il grande patrimonio che abbiamo ed è davvero un peccato!

Dal canto mio, quello della promozione e della comunicazione, mi sono spesso scontrata soprattutto in ambito di enti pubblici, con uno spreco di soldi che chi ne entra in possesso, magari grazie a bandi, progetti interregg ecc, non sa come utilizzare e spesso butta in cose senza senso, senza una vera pianificazione, solo x' se non si usano subito vengono magari dati ad altri enti/progetti. Secondo me quello che manca è una progettazione iniziale, le cose vengono fatte così man mano che vengono in mente, e quindi spesso si sovrappongano, annullano quello fatto prima o sono d'intralcio a quello che si potrebbe fare dopo. Tante idee e teste che però non cooperano tra loro e quindi il risultato è qusai peggio che non fare nulla. Invece che fare una cosa fatta bene, spesso se ne fanno tante piccole fatte male, giusto x farle.

Questo è quello che vedo io nel mio campo, e me ne dispiaccio tantissimo, x' quando vado all'estero, ma anche in alcune parti d'italia (come l'alto adige e ultimamente anche il friuli sta secondo me lavorando bene) vedo dei lavori che si capisce al volo che sono studiati a priori, che sono stati analizzati e realizzati con un fine unico e non sapete come mi pacerebbe avere l'occasione di realizzare dei progetti simili!!!!!

Quindi Sergio, se in questo tuo progetto c'è anche della comunicazione, tienimi in considerazione, potremmo anche fare una chiaccherata a quattrocchi, tanto siamo piuttosto vicini (io sono in bassa Valtellina).

Direi che la tua proposta di chiaccherata la prendo decisamente in considerazione e, visto anche quello che mi hai raccontato, credo possa essere molto utile alla nostra causa.

Concordo pienamente su quanto dici, aimè, e credo che i modelli da te proposti siano veramente efficenti (i mercatini di natale in tirolo sono ormai un must, che frutta parecchio in termini economici) e dovrebbero essere da traino per tutto il sistema turistico.

La coordinazione delle idee credo siano il passaggio fondamentale, unito anche al mettere in pratica con maggior concretezza quello che invece spesso resta un incompiuto discorso...

Vi ringrazio per questi spunti, per noi giovani non possono che essere l'input per fare sempre meglio!

Mi ricollego a quanto da voi esposto, sopratutto sul tema della pianificazione.


Credo sia infatti fondamentale definire un obiettivo, delle milestones per definire le priorità e disegnare un progetto che possa essere poi portato avanti.

Questo anche al fine di sfruttare rapidamente i fondi che vengono baditi e investirli in qualcosa che sia la tappa di un percorso di valorizzazione del territorio.

Questo ovviamente presuppone una forte conoscenza della realtà in cui vivete, che immagino abbiate.

Mi collego anch'io alla vs conversazione. 

Effettivamente, la pianificazione è un grande male che colpisce molto la Pubblica Amministrazione. Nel mio lavoro mi capita di sovente di sentire dire a degli amministratori pubblici "abbiamo recuperato un bene storico e adesso non sappiamo cosa farci". Purtroppo quando si arriva a questo punto è troppo tardi. Prima spendono soldi per importanti opere di recupero (spendendo soldi pubblici) e solo dopo si chiedono quale destinazione dare. L'iter più corretto, a mio modo di vedere, sarebbe esattamente il contrario: piano di fattibilità per verificare le idee e la loro applicabilità, poi solo dopo, ristrutturazione.

Anche i privati non sono immuni da difetti. Storicamente, gli operatori del turismo e dell'accoglienza erano (e sono ancora) unità familiari (nulla contro i business di famiglia - ne sono un sostenitore) che spesso non hanno una preparazione adeguata. Hanno per tanti anni compensato con l'entusiasmo, simpatia e voglia di lavorare, la carenza di competenza, preparazione e professionalità.

Negli ultimi anni, l'ospitalità ha avuto forti accelerazioni ed è evoluta molto. La tecnica della compensazione non può più bastare.

A mio modesto avviso, bisogna preservare la creatività italiana (che nel turismo può essere un grande asset) ma affiancare tanta formazione di alta qualità.

Il cliente è sempre più evoluto e non si accontenta. 

Rispondi alla discussione

RSS

 


© 2011 Creato da KNOW NET S.r.l. — P.IVA 02932470137

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio