Buongiorno a tutti,
ho proprio bisogno di un aiuto. Non riesco a far comprendere ai commerciali dell'azienda l'importanza del web. Scusate se sarò prolissa.
Tra qualche giorno finalmente sarà operativo il nuovo sito dell'azienda che ho cercato di rendere il più possibile integrato con le potenzialità offerte dalla rete, ma ho paura.
Da tempo ho cercato di creare un blog, una pagina Linkedin, un canale youtube, ma da sola non ce la faccio. O meglio, producendo l'azienda dei sistemi particolari le informazioni che devo dare all'esterno e che dall'esterno mi richiedono sono molto molto tecniche e spesso ho avuto bisogno di un supporto, ma non l'ho mai trovato. Mi si dice che il web è inutile perché non fa subito vendere e che loro non hanno tempo. Per di più quando attraverso questi mezzi mi arrivano delle richieste loro non le seguono (credo per partito preso).
Poi ogni tanto arrivano e mi dicono " sai Federica esistono delle cose nuove che si chiamano tag, forse potresti usarle per meglio stare su internet". A queste affermazioni io il tecnico dei computer sbianchiamo. Cerco di fargli comprendere che se i tag non ci fossero alla base il sito sarebbe cieco, ma loro neppure mi guardano. Oppure arrabiati mi domandano come mai se digitano la parola FIRE il primo sito che appare non è il nostro. Poi mi chiedono la pubblicità su meteo.it. Ogni volta cerco di spiegarli ma non mi ascoltano. Poi quando il direttore commerciale va tutto felice a riferire di essere stato contattato da quella o quel'altra azienda straniera ed io faccio notare "grazie al web" lui sbuffa.
Se fino ad oggi la situazione era sostenibile ora che entrerà in funzione il sito nuovo ho tanta paura: se loro non mi aiutano a riempire di contenuti i vari canali invece che ottenere dei vantaggi dal web l'azienda avrà solo danni.
Io so che alla base di questo non credere alle miei parole e al web ci sono 2 elementi : 1) sono la figlia del proprietario e seppure prima di approdare in azienda ho lavorato in altri contesti darmi credito è difficile; 2) io sono cresciuta e ho studiato con internet, per me alcuni meccanismi sono naturali, facendo loro parte di un'altra cultura è più difficile comprenderli ed io questo lo capisco; ma senza il web oggi un'azienda non esiste soprattutto se si pensa ad una necessaria internazionalizzazione.
Vi prego datemi dei consigli su come comportarmi e soprattutto su come far capire l'importanze della rete!!
Grazie

@Federica
Ho avuto il privilegio di conoscere Claudio nel mondo reale dopo qualche scambio qui in Officine, ti posso assicurare che non è per niente una persona aggressiva.
Sono un consulente ed ho avuto la possibilità di toccare con mano come IN TUTTE le aziende la cosa più difficile da fare sia il cambio di mentalità. Tutti i progetti di riorganizzazione sono lunghi ed estremamente faticosi se non addirittura logoranti.
Le persone oppongono sempre resistenza ai cambiamenti, in particolare se non ne sono parte attiva ... sono stati sprecati fiumi di inchiostro per stabilire se i cambiamenti debbano essere promossi dal top o dal bottom dell'azienda.
Posso dirti che la tecnica "del lievito" funziona: è più facile introdurre il cambiamento se all'inizio coinvolgi le persone "opinion maker" in azienda ... quelle che avranno sempre da ridire perché non hai fatto così o non hai pensato a questo o a quello. Devi coinvolgerle sin dalle prime fasi del progetto, fare in modo che lo sentano loro e che possano dare il loro contributo; dopo non potranno "darti addosso" ed anzi ti aiuteranno a contagiare gli altri fungendo da "impasto madre".
A tal fine la costituzione di team interfunzionali che si riuniscono e fanno brainstorming funziano spesso piuttosto bene.
Nei corsi ai venditori si insegna una grande verità ... non bisogna aver paura delle obiezioni, sono un segnale di interesse. Che obietta ti ha ascoltato, ha riflettuto su quanto hai detto e ti pone una domanda. A volte le critiche più furiose ad un progetto sono solo un sintomo di invidia di chi vorrebbe parteciparvi e poter rivendicarne la paternità. Se qualcuno ha straparlato dei TAG, vuol dire che (sebbene in ritardo) ha letto qualcosa sull'argomento e forse voleva essere coinvolto ...
Un'ultima cosa: tanti anni fa ho partecipato ad un corso di leadership ... eravamo una ventina, tutti giovani e rampanti ... i primi due classificati furono le due ragazze madri: la necessità di conciliare lavoro e casa le aveva obbligate ad imparare a gestire i figli con efficienza ed efficacia grazie al giusto mix di carisma/affetto + autorità/professionalità molto più alla svelta dei classici manager maschi. La psicologia nella gestione dei collaboratori è molto importante.
Coraggio sarà dura, ma ci riuscirai ... dopo però dovrai ricominciare da capo con qualcos'altro!
Ciao
Permalink Risposto da Federico Bergna su 15 Ottobre 2011 a 0:58 Ciao Federica, non posso chiaramente conoscere nel dettaglio quali sono gli obiettivi della tua azienda... ma parlando proprio di obiettivi ti invito a fare un ragionamento che deriva da mie situazioni personali passate e che ho saputo sfruttare per coinvolgere persone ATTIVAMENTE in nuovi progetti:
1) Se propongo un nuovo metodo di lavoro a dipendenti dell'azienda che non hanno un ruolo decisionale/finanziario, cosa posso dargli in cambio? (SOLDI)
2) I miei collaboratori, hanno realmente delle aspettative a lungo termine in azienda sia a livello di crescita personale che economica? (SOLDI)
3) Perchè devo innovare un certo tipo di mentalità e soprattutto di modus operandi se per gli altri non cambia nell'immediato nulla? (SOLDI)
Tutto gira attorno a questa brutta/bella parola. Per coinvolgere o addirittura rivoluzionare mentalità ed operatività gestionale di un azienda, occorre investire SOLDI nelle risorse umane.
Perchè ad esempio un pendolare:
- che fa oltre 30km al giorno con i mezzi o con auto propria...
- che si sveglia al mattino alle 6 per essere in azienda alle 9 e tornare a casa la sera alle 21...
- che ha lo stipendio bloccato da anni senza premi particolari di produzione per riconoscimenti a livello operativo...
- che ogni due per tre si ritrova in situazioni da "jolly tutto fare" sopratutto per mettere le pezze a chi doveva fare bene quel determinato incarico e non l ha fatto...
- che le reali motivazioni per le quali è entrato in azienda sono andate scemando negli anni perchè con la crisi che c'è è sempre meglio mantenere un posto di lavoro piuttosto che realizzare i propri sogni...
Perchè considerando tutti questi fattori, una persona dovrebbe "elasticizzare" il proprio cervello e mettersi in gioco se non ha come stimolo personale soprattutto il fattore SOLDI che cresce in base ai propri OBIETTIVI che dovrebbero coincidere con quelli dell'azienda?
Tornando in-topic con la tua discussione, prova a fare così:
1) Trova nella tua azienda, massimo 3 figure (con te 4) con le quali parlare schiettamente e senza imbarazzo, di SOLDI, per proporre o rivedere i tuoi progetti.
2) Scopri e poniti sinceramente nei loro confronti per capire se sono in azienda "giusto perchè non hanno alternative" o se sono in azienda perchè piace quello che fanno.
3) Trovati questi due parametri, creati un "team interno" con quelle 3 persone, che sviluppino nuove modalità di approccio con potenziali clienti.
4) Non perdere di vista il riscontro del tuo lavoro, fissa qualche data e se gli obiettivi non hanno un MINIMO di crescita/cambiamento sii pronta a ribaltare completamente il tuo modo di operare
Io con queste linee guida (lo ammetto....forse fuori dal mondo ma sono per lo meno nude,crude e concrete) ho imparato a capire dove sbaglio e perché sbaglio ma soprattutto ho imparato a creare interesse e motivazioni anche quando si "stacca" dalla giornata lavorativa. In bocca al lupo! :-)

Sono pienamente d'accordo con Giacomo.
I soldi sono importanti ma hanno un effetto estremamente limitato nel tempo (non bastano mai).
Le soddisfazioni ed il "piacere" di lavorare in un ambiente stimolante e gradevole sono assai più difficili da ottenere ma hanno un effetto molto più duraturo.
I soldi e passaggio di livello sono "necessari" solo se sanare situazioni oggettivamente "sbagliate" o in occasione di modifiche di organigramma.
Permalink Risposto da Federico Bergna su 15 Ottobre 2011 a 21:03 Immaginavo che il mio post avrebbe ricevuto opinioni diametralmente opposte... una cosa che comunque apprezzo ed è utile per tutti. Semplicemente con il mio intervento intendevo dire che quando si prova chiedere DI PIU' rispetto ad una determinata routine lavorativa, occorre secondo me incentivare economicamente le persone che sono tenute a svolgere il DI PIU' rispetto alla propria routine lavorativa. Non fraintendetemi... non intendo dire "comprare" la spontaneità o "l'iniziativa" dei propri collaboratori, che quella deve SEMPRE esserci indipendentemente dal proprio contratto di lavoro. Sto parlando di 50€ o 100€ in più in busta paga nei confronti di collaboratori con stipendi da 1000€/1100€ al mese.
Ma forse mi sto addentrando involontariamente in una discussione che va ben oltre quanto esposto dall'autore di questo thread, Federica.
A questo punto mi rivolgo proprio a te Federica. Quello che tu stai cercando di cambiare nella tua azienda, è un qualcosa che comunque può considerarsi una prassi (cambiamenti di strategie di marketing) oppure è una vera e propria rivoluzione nel modo di presentarsi a potenziali nuovi acquirenti? No perché se in questo caso non ricevi la partecipazione ed il coinvolgimento che cerchi probabilmente la tua azienda non ha la reale necessità o la reale comprensione di quanto accade in azienda. Sono convinto che se crei una "squadra" interna al tuo gruppo di collaboratori, con anche piccoli incentivi economici per PORTARE NUMERI ALLA MANO I RISULTATI POSITIVI DELLE TUE NUOVE PROPOSTE, nessuno potrà poi smentirti ed avere dubbi sul tuo percorso.
Permalink Risposto da Roberto Bigi su 17 Ottobre 2011 a 8:53
Permalink Risposto da angela trabace su 17 Ottobre 2011 a 14:04 Ciao Federica,
appena metterai online il blog avvisami che ti aiuto volentieri!
Il web fa vendere, se le cose vengono fatte bene... se c'è una strategia di webmarketing e posizionamento professionale e se ci sono le PERSONE che si occupano dei contenuti che sono la cosa più importante :)
Es. con le campagne di google adword i risultati ci sono e anche misurabili, ma non basta fare una campagna piena di CONVERSIONI e non cambiare mentalità....
Ti stimo... sei una delle poche che ha capito le potenzialità del web :)))
A presto!
Angela
Permalink Risposto da Federica Rondino su 17 Ottobre 2011 a 14:35 Che bella sorpresa al mio rientro in Officine, non pensavo che avrei trovato tanta solidarietà. Cmq ora mi metto a leggere bene quanto mi avete scritto, ma prima volevo chiedere scusa a Claudio se ho frainteso. Meglio di me sai che lo stress può far avere brutte reazioni o meglio non ti fa comprendere meglio quanto scritto. Questo poi è un problema della scrittura (a parte quella drammaturgica) che impedendoti di sentire le intonazioni non ti fanno capire.
Grazie ora leggo tutto con meno stress e con solo ancora la paura di sabato (manifestazione)
Permalink Risposto da Federica Rondino su 17 Ottobre 2011 a 14:51 Eccomi.
Rispondo a Federico: non credo che il rpoblema siano i soldi o una mala retribuzione, ma un'abitudine. Quando non si conosce uno strumento lo si teme perchè si ha paura di non essere capaci o forse per pigrizia di conoscenza. Cmq sia io non ho a disposizione soldi da elargire, non è una mia funzione fortunatamente. Quindi mi devo accodare a quanti meglio di me hanno rispiosto negativamente alla tua prposta anche se credo che nell'immediato sarebbe la più efficace.
Io non voglio cambiare nessun sistema commerciale e malgrado il mio essere la figlia non voglio nemmeno subentrare a un ruolo di guida. Non ne sarei in grado e ho altri obiettivi per il futuro. Mi è stato solo richiesto di rendere più contemporaneo un modo di comunicare all'esterno per SUPPORTARE la rete vendita e cercare di entrare maggiormente nei meccanismi internzionali. Questo sto cercando di fare utilizzando le conoscenze acquistate all'università e in anni di lavoro in altri contesti. Tutto qua. Non voglio vendere, ma comunicare. Ad altri le trattative. Probabilmente sto compiendo molti errori e mi sarebbe piaciuto avere una mano da chi conosce il contesto di riferimento meglio di me, ma ci sto provando.
Grazie mille Angela per la disponibilità: accetto volentieri il tuo aiuto anche perché ne ho davvero bisogno.
Buona giornata a tutti
Permalink Risposto da angela trabace su 17 Ottobre 2011 a 15:31 Ciao Federica,
entro un pò più nel tecnico...
Io credo personalmente che bisogna mostrare loro (agenti, collaboratori, datori ecc.) dei risultati, per convincerli! partendo dai vostri COMPETITOR... vedere, studiare e analizzare ciò che fa la concorrenza... è sempre un buon punto di partenza!
Lo scopo di ogni sito internet aziendale dovrebbe essere quello, di acquisire nuovi clienti, vendere e divulgare informazioni e contenuti inerenti alla propria attività! Il problema che si fanno i siti perdendo di vista questi aspetti principali... si fanno i siti puramente belli esteticamente come se fossero bigliettini da visita ma che nessuno mai vedrà perchè non si investe sulla VISIBILITà...
Inutile avere un sito se nessuno lo trova! I siti Vetrina non servono a niente se nn sono accompagnati da strategie di marketing (campagne ecc...). Oggi i siti si basano molto sui contenuti, sull'interattività, sugli scambi di idee sui social network ecc....! e a quanto sembra tu hai capito di cosa parlo!
Il discorso è molto complesso e lungo ma... cerco di farla breve:
Il sito a priori andrebbe progettato dal punto di vista strutturale e tecnico SEO friendly... amico dei motori di ricerca! :).. e dei potenziaeli Clienti/utenti. Insieme a questo andrebbe messe in pratica tutto ciò che riguarda il posizionamento e l'aumento della POPOLARITà del sito!
INSOMMA.... se il prodotto aziendale è per voi vincente e ci credete, basta farlo conoscere!
Io ti suggerisco:
- Studio e analisi dei competitor
- Campagne google Adword e Social Network (qui ci sarebbe un discorso lungo e da approfondire ma sono INDISPENSABILI)
- Database nominativi di potenziali clienti + invio Newsletter (es. presentazione lancio del nuovo sito)
- Incentiv alla registrazione, o ad una qualunque azione sul sito (studio approfondito del settore)
- recensioni, articoli, commenti su blog o siti di settore PERTINENTI
- divulgazione costante contenuti e condivisione
- misurazione continua dei risultati tramite strumenti di analisi
Non ho capito bene la tua esperienza in questo settore, ma il lancio del sito è importante... e la visibilità è tutto!
Puoi provare a partire da questi spunti... sappi che è un lavoro a tempo pieno anzi pienissimo :)))
in bocca al lupo...
Angela
Permalink Risposto da Maria Pighetti su 24 Ottobre 2011 a 14:48 Ciao Federica,
qui puoi trovare dei case study interessanti sull'utilizzo dei siti web e dei social network http://www.salesforce.com/socialenterprise/showcase/
Permalink Risposto da Federica Rondino su 24 Ottobre 2011 a 16:04 Buongiorno,
io mi occupo di consulenza con approccio Lean / Kaizen e nella mia esperienza ho sempre visto queste resistenze. Il modo migliore a mio avviso per non averle o ridurle è coinvolgere il personale fin dall'inizio nel progetto. Noi lo facciamo da anni e ti posso assicurare che difficilmente non si ottengono ottimi risultati. Chiaramente anche il titolare dell'azienda deve fortwemente mettersi in discussione per il bene aziendale.
ciao e buon lavoro
Michele
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