Viaggio italiano 3) cronache di miracoli economici tricolori. Una serata a Chienes (BZ)

Una mattinata di consulenza a Somma Lombardo, in uno dei gioielli della nostri meccanica, e poi via, verso il Sud Tirolo. Un Lungo viaggio, tutto in corsia di sorpasso a una colonna infinita di tir che risalgono verso nord lungo l' autostrada del Brennero, Bolzano resta lontano, giù a sud, si sale in Val Pusteria quando si e' ormai ad un passo da Innsbruck. Un paesaggio da fiaba, prati e vette da incanto, piccoli borghi attorno a campanili tirolesi e fabbriche ordinate a susseguirsi tra le aree rurali. Chienes e' un villaggio oggi di 2.700 anime, negli anni 20 un paese di un migliaio di contadini e una segheria ad acqua che Josef costruisce nel 1926, poi nel 1960 entrano in azienda 3 figli maschi e nel 1964 iniziano a produrre porte e case in legno, dieci anni dopo iniziano a produrre travi lamellari, mentre l' Italia viene costruita con cementi armati e calcestruzzi. Nel 1985 inizia la costruzione di case a basso consumo energetico, poi nascono stabilimenti ad Avellino, in Austria e in Germania. Nel 2005 il Destino porta via la seconda generazione e la terza ne raccoglie il testimone. Ho avuto il piacere di conoscere Stefan, quarantenne, tenace umile e preciso, un capitano d' azienda leader mondiale nella costruzione di case di legno. Lassù, su uno dei confini del nostro paese 750 persone di una valle costruiscono le case più tecnologiche nel materiale più antico, da questo borgo nel cuore delle Alpi si sviluppa una " multinazionale ormai non piu' tascabile" un gruppo con 1.500 collaboratori. E' un vero piacere conoscere anche Gaetano, un trentino forte e saggio come la sua terra, la Val di Sole, dove ha costruito un altro gioiello di fabbrica di case in legno, l' ha tirata su con la stessa fatica e dedizione con cui vedeva coltivare il grano, su a 1.400 metri di quota e con lo stesso rispetto e passione che suo padre gli aveva insegnato per il legno, l' unico tesoro di quella terra un tempo. E' stato un onore conoscere le loro storie, e' uno dei piaceri piu' grandi donati dal cielo agli uomini, quello di incontrarsi e passare una serata a raccontarsi della vita e delle cicatrici e delle gioie degli anni passati ad avere a che fare con la realta'.
Da Stefan e Gaetano ho imparato e ritrovato un tratto comune ai tanti "miracoli italiani" che ho potuto incontrare. Le loro aziende sono un fenomeno comunitario, un tutt' uno inscindibile e indissolubile dal loro paese, dalla loro vallata, da quei luoghi, quella cultura, quella tradizione, quelle montagne e quel fiumi, quei valori che sono stati conservati e tramandati nelle loro fabbriche e che erano quelli delle loro comunita' prima dell' esplosione del boom turistico.
le nostre fabbriche di paese, sono uniche e inimitabili, perche' espressione corale della storia umana di quelle terre, portano nei loro valori aziendali, la " legge naturale" vissuta ed appresa nei secoli, dalla gente capace di costruire e sacrificarsi li. Queste imprese, queste fabbriche,sono oggi i custodi di un portato di esperienza millenaria, il vero scrigno del "genius loci". Li trovi il geniale direttore tecnico che ha imparato l' amore al legno dal nonno, e l' ha messo in pratica da bambino per costruirsi lo slittino da gara. Li e' chiaro, quanto siamo tutti interdipendenti, gli uni dagli altri, legati a doppio nodo, con i nostri saperi e i nostri talenti. Li e' palese che il fine dell' impresa eccede l' indicatore del profitto, per prendere la forma del modo con cui la comunita' locale mette a frutto i suoi talenti e la sua esperienza, per costruire insieme il bene comune, di famiglie, figli da far crescere e a cui insegnare un arte,un futuro che si costruisce giorno dopo giorno , tutti, dipendenti l' uno dall' altro, tutti a lavorare per un unico scopo. I miracoli economici italiani sono tutti diversi, tutti così simili tra loro in questa originale evidenza di un piccolo popolo interdipendente in un
azione corale. Me ne sono andato nella notte, tra le luci accese nelle case di legno e i campanili delle chiese illuminati, con quel senso vago, quel sottile presagio di aver intuito, sfiorato, oltre la forma, la consistenza della sostanza di cui sono fatte le cose. Quei talenti comunitari, che sono la somma e l' esaltazione dei talenti personali, ma che recano dentro tutta la storia e la tradizione di chi li ha generati, di chi li ha preceduti e che ora esprimono il popolo che ha coltivato quelle terre, costruito le case e le chiese, sacrificato ed edificato per migliaia di anni i nostri paesi. Forse oggi, In nessun altro luogo come nelle nostre fabbriche, si respira la nostra anima collettiva. Stanco morto, ma lieto, me ne sono sceso verso Cagliari, ma questo e' un altro viaggio :-)

Tag: case in legno, genius loci, viaggio italiano, identita' comunitaria

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Risposte a questa discussione

Sei un vero poeta!

Con i tuoi diari di viaggio riesci sempre a far vivere forti emozioni.

Dei tre viaggi (sino ad oggi) questo è quello che preferisco perchè l'auto è il mezzo che uso per spostarmi (quasi sempre da solo) e quando il viaggio di tre ore inizia alle 6:00 della mattina, o alle 20:00 di sera, le telefonate sono poche e si ha tempo per riflettere ed apprezzare ciò che di bello si è vissuto nella giornata.

Buon viaggio a tutti.

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