Come finanziare un’idea innovativa? L’imprenditore italiano, che quotidianamente utilizza la propria creatività e competenza per stare su mercati globali a dispetto di dimensioni aziendali medio piccole, si è posto sicuramente questo interrogativo più volte.

 

è possibile finanziare l’innovazione sia attraverso la finanza agevolata che attraverso la finanza ordinaria, con prodotti dedicati. Solitamente, per entrambi i casi, il termine innovazione comprende investimenti sia strumentali, che di prodotto e processo.

 

Per quanto attiene la finanza agevolata si va da iniziative legate all’abbattimento dei tassi ad iniziative a fondo perduto.

L’obiettivo UE,  che venga investito il 3% del PIL in ricerca e sviluppo, vede l’Italia ancora lontana da questo risultato (i dati del nostro paese sono intorno al 1,3%), ma ci sono casi di eccellenza che mostrano come ci si stia muovendo nella giusta direzione.

 

Un esempio di finanza agevolata che mira all’abbattimento dei tassi, è quanto sta facendo la Camera di Commercio di Milano che nel 2011 (con scadenza 31 maggio 2012) ha messo in campo 2 milioni di euro col bando “Iniziative a Sostengo dell’Acceso al Credito delle PMI milanesi-anno 2011”. Parte di questi finanziamenti sono rivolti proprio all’innovazione (anche in senso ampio con brevetti e nuovi impianti) e dovranno essere garantiti da uno dei Consorzi e delle Cooperativi Fidi aderenti all’iniziativa. Si tradurranno in un abbattimento del tasso di interesse, in percentuale variabile a seconda dell’ammontare totale del credito concesso e della tipologia di impresa richiedente. Al plafond del bando contribuisce anche con € 200.000 il comune di Milano.

Questo tipo di finanziamento a tasso agevolato é la modalità più diffusa: tale tipologia è passata dal 41% nel 2005 al 73% nel 2010.

 

L’altra tipologia è il  finanziamento a fondo perduto, i cui fondi messi a disposizione da istituzioni e Fondazioni sono sicuramente in decremento rispetto a qualche anno fa.

Sono solitamente collegati a bandi regionali, nazionali ed europei e finanziano tendenzialmente da un minimo del 25% ad un massimo dell’80% dei costi sostenuti per attività di innovazione tecnologica e ricerca & sviluppo.

Normalmente i bandi fissano un limite minimo e massimo dei costi agevolabili e per potervi accedere bisogna rispondere ad una serie di requisiti e quesiti posti nel bando medesimo.

La complessità è spesso collegata alla formulazione dei contenuti tecnici del progetto e della descrizione degli aspetti finanziari collegati alla industrializzazione, produzione e commercializzazione del nuovo prodotto.

Un esempio sono i finanziamenti a fondo perduto della commissione Europea che promuove la ricerca e sviluppo nelle piccole e medie imprese attraverso uno schema di finanziamento specifico (Cooperative Project è nuovo schema che sostituirà lo schema Craft finora adottato).

Lo schema prevede la copertura del 75% delle spese progettuali di un progetto di almeno 3 piccole e medie imprese provenienti da 2 paesi UE diversi.

 

 

Con la finanza ordinaria, l’imprenditore recandosi nella filiale bancaria con cui abitualmente opera ha buone probabilità di trovare finanziamenti dedicati all’innovazione con tassi più convenienti di quelli ordinari.

Alcuni esempi, di iniziative in tal senso sono:

 

  • ISP che presenta 4 tipologie di prodotti (sotto il marchio comune NOVA +) finalizzate a finanziare con durata massima di 5 anni progetti dedicati allo sviluppo di prodotti o processi innovativi (compresa la ricerca)
  • Unicredit con un progetto con l’Agenzia per la diffusione della tecnologia per l’innovazione e l’8% dei finanziamenti destinati a favore di imprese start up su settori all’avanguardia nell’innovazione (es. ottico, moda, comparto alimentare)

 

 

Un'altra modalità per finanziare un’idea innovativa imprenditoriale è quella di ricorrere a venture capital. Il venture capital è l'apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo.

La tecnologia è senza dubbio, uno degli ambiti d’azione del venture capitalist, il cui capitale risulta spesso decisivo per l’avviamento dell’investimento ad alto contenuto innovativo e/o tecnologico.

Una recente indagine (fonte Startup Numbers) ha raccolto informazioni da 10 venture capital attivi in Italia e che detengono circa l’85% dei capitali gestiti in Italia.

Risulta che i dieci fondi hanno investito fino ad oggi in 183 società innovative, la media di investimento è di 2 milioni, i tempi medi tra l’analisi del business plan e l’effettivo investimento sono intorno ai 6 mesi e la quota che mediamente il venture capital controlla nelle società investite è del 30%.  

Le aspettative per il 2012 paiono molto confortanti con ipotesi di sostegno finanziario a 160 nuove startup.

 

Nel campo degli investimenti in innovazione non va trascurato neppure l’apporto finanziario dei così detti business angel: investitori privati (solitamente ex imprenditori e/o manager) che decidono di mettere a disposizione il loro capitale e le loro competenze a favore di progetti che giudicano promettenti e con buone probabilità di successo.                                                          

L’investimento avviene, normalmente, acquistando quote di una società che opera in un business rischioso/innovativo, con un alto rendimento atteso e obiettivo di realizzo in un periodo breve-medio (difficilmente oltre i 5 anni). Il campo d’azione è quasi sempre quello innovativo e collegato ad aziende in fase di startup; difficilmente entrano in gioco quando il business è già affermato o si tratta di un settore già in crescita. I business angel hanno, nel corso del progetto, spesso un ruolo propositivo dato che tendono a investire in ambiti da loro ben conosciuti (anche per esperienza personale pregressa) e quindi apportano oltre al capitale il loro know how personale. In Italia esiste dal 1999 l’Italian Business Angel Network (IBAN) rete di riferimento con 140 manager, agenzie, uomini d’affari interessati a investire in realtà innovative per monetizzare poi l’uscita. Il monte investimenti complessivo, delle realtà aderenti IBAN, ha superato in questi anni i 30 milioni di euro, con nel 2010 fondi erogati dal gruppo a 229 imprenditori, per operazioni dai 30.000 a massimo 500.000 euro.

 

Come sinteticamente illustrato, le modalità per finanziare “un’idea innovativa” sono molteplici e variano sensibilmente sia per tipologia che per l’ammontare dell’accesso al credito richiesto.

Insomma, compatibilmente allo scenario attuale, anche la finanza si sta innovando per dare risposte sempre più adeguate ai tempi e alle esigenze degli imprenditori.

 

BFS è a disposizione degli imprenditori per valutare la finanziabilità dei progetti di innovazione tramite il canale della finanza ordinaria. Per informazioni e approfondimenti non esitate a contattarci all'indirizzo email info@bfsp.it .

 

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