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Le “Istruzioni per l’Uso” sono uno dei requisiti più importanti per la tutela e la sicurezza dell’uomo, degli animali domestici, dei beni e la salvaguardia dell’ambiente e rappresentano una “ricchezza” che non può continuare ad essere sottovalutata come spesso tuttora avviene.

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L’importanza delle “Istruzioni per l’Uso”

Le “Istruzioni per l’Uso” sono uno dei requisiti più importanti per la tutela e la sicurezza dell’uomo, degli animali domestici, dei beni e la salvaguardia dell’ambiente e rappresentano una “ricchezza” che non può continuare ad essere sottovalutata come spesso tuttora avviene.Parlare di questo argomento in modo veramente esaustivo ed efficace non è semplice.
In questi ultimi anni sono state scritte svariate recensioni da diversi esperti; ciò ha contribuito a sensibilizzare molte persone verso questo tema rendendolo di estrema attualità.
Esso è stato affrontato anche a livello istituzionale in ambito nazionale, europeo e mondiale.
Purtroppo, nella pratica quotidiana, tutto ciò non viene applicato in modo adeguato.
Questa situazione è frutto di molteplici fattori che resistono, in forma endemica, persino in aziende moderne e avanzate.
Ciò che esse richiedono è un “sistema” che consenta di ottenere “istruzioni per l’uso” chiare, complete, facili da comprendere e piacevoli da consultare, ma anche poco costose da produrre, distribuire ed aggiornare.
Stanno forse chiedendo troppo ?
Considerando l’attuale stato dell’arte la risposta è sì.
Pochi, infatti, condividono la necessità di dedicare a questa importante attività le risorse necessarie e tecnici opportunamente preparati e competenti.
Purtroppo, questa carenza è accentuata dal fatto che manca una formazione scolastica adeguata e che, spesso, essa viene svolta da persone con una preparazione limitata ed insufficiente.
Questo limite, superato ormai da tempo in Paesi come gli Stati Uniti ed il Giappone, interessa ancora quelli della Unione europea e l’Italia in particolare.
È ormai universalmente accettato, come cosa perfettamente normale, che la fase di progettazione di un prodotto/bene/servizio sia altrettanto importante della fase di produzione.
Nessuno, quindi, si stupisce se ad essa sono dedicate cospicue risorse economiche, così come nessuno osa negare che i progettisti necessitino di adeguati studi ed esperienza.
Una tale presa di coscienza è invece piuttosto lontana quando si parla di progettazione delle “Istruzioni per l’Uso”.
Usare questo termine in tale contesto sembra quasi “scandaloso”.
Ma siamo davvero sicuri di essere nel giusto ?
Proviamo ad introdurre il tema dall’inizio.
Da questa definizione si evince come il termine “Istruzioni per l’Uso” sia un concetto globale e articolato che abbraccia tutti gli ambiti e riguarda i diritti di tutte le persone, nessuna esclusa.
Il punto di partenza è costituito dall’individuazione dei destinatari (omogenei ed eterogenei, secondo la classificazione della norma UNI 10653 “Qualità della documentazione tecnica di prodotto”) delle informazioni: il Manuale dovrà essere adeguato al loro livello culturale.
L’abilità del redattore consiste prima di tutto nel riuscire a parlare la stessa lingua dell’interlocutore.
Il punto critico nella redazione delle “Istruzioni per l’Uso” è rappresentato dall’individuazione di quelle che tale norma definisce, con un linguaggio volutamente scientifico – matematico, “informazioni necessarie e sufficienti”.
Gli aspetti da considerare sono duplici: da una parte vi è l’esigenza del produttore di tutelarsi dal punto di vista legislativo, fornendo tutte le informazioni relative alla sicurezza e salute dell’uomo; dall’altra quella di fornire solo le informazioni strettamente necessarie per un approccio pratico con il prodotto.
Tali esigenze sono ovviamente contrastanti: il redattore dovrà riuscire a mediare queste due opposte necessità.
Anche la teoria della comunicazione, come la termodinamica, ha un suo principio “ZERO”, che regge e governa tutti gli altri.
Il suo enunciato suona più o meno così: “Le illustrazioni trasmettono informazione meglio del testo”.
Qualcuno lo chiama principio della comunicazione visuale; noi preferiamo chiamarlo principio del “vedere – pensare – usare”, per contrapporlo a ciò che succede con la comunicazione testuale: “leggere – sperare di interpretare – tentare di usare”.
La globalizzazione dei mercati, tramite i nuovi canali di trasmissione, ha di fatto avvicinato popoli di diversa cultura e linguaggio.
Ciò che ancora risulta un grosso ostacolo è la difficoltà di comunicazione, che può essere superata adottando questo principio.

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Commento da Giuliano Casati su 31 Maggio 2012 a 16:29

Un Manuale Istruzioni chiaro, ben strutturato, efficiente e, soprattutto, inattaccabile giuridicamente a fronte di una contestazione o di un infortunio, deve essere redatto da uno Specialista in Documentazione Tecnica.

Anche in termini di costi per il Costruttore diventa la SOLUZIONE PIU' CONVENIENTE !

Il Manuale non può essere improvvisato, ma va realizzato da esperti che conoscano il Problema della Sicurezza ancor prima dei Contenuti Tecnici.

 

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