Ciao a tutti, 

recentemente ho fatto molte consulenze nel campo della formazione finanziata, sopratutto in aziende "piccole" e si vede chiaramente come la maggior parte ha una bella struttura produttiva, una buona amministrazione e un "commerciale" vicino allo zero. I clienti ci sono perché sono "storici" o per passaparola, o perché ....chissà perché. Nessuno se lo domanda.

La crisi è un buon momento per farsi delle domande e rispondersi che il vecchio detto "la pubblicità è l'anima del commercio", va bene per tutti, sia per grandi che per piccoli, perché il mercato è tutto da segmentare ed all'interno di segmenti piccoli e particolari, ci sono opportunità per tutti.

Serve solo trovare il modo. Ad esempio, i servizi di "Raggi di Luce", potrebbero essere un ottimo canale per una azione di guerrilla marketing, per una piccola impresa, che voglia creare un pò di "rumore" attorno al suo marchio istituzionale. Per pensare, serve tempo e a volte è necessario fermarsi un po e cambiare prospettiva. Si vedono delle cose e delle soluzioni "inaspettate". 

Tag: marketing

Visualizzazioni: 162

Risposte a questa discussione

Come dico anche altrove, le aziende devono avere il coraggio di intraprendere nuove azioni. Purtroppo molte piccole realtà non vogliono investire nel divulgare il proprio brand e se lo fanno sembrano fidarsi solo dei vecchi sistemi.
Altri ancora partono a fare guerrilla, ma senza prepararla, pensando che l'idea cammini da sola. Mentre ci vuole tempo per attivarla, occorre preparare accuratamente i passi e avere la pazienza che il messaggio si divulghi.
La guerrilla lavora sul passaparola e questo ha bisogno di tempo.
Un po' facile per me condividere Il tuo pensiero perchè marketing e comunicazione vanno di pari passo :D

Ciao a tutti,

condivido con Giorgio questa sua sensazione che ho percepito anch'io seguendo alcune piccole aziende nel territorio. La parte commerciale è lasciata in secondo piano rispetto alla fantasia, passione e capacità imprenditoriale delle nostre aziende manufatturiere. Ho notato spesso che l'imprenditore tende ad accentrare a se e a pochi suoi collaboratori la funzione di commerciale vero, lasciando all'esperienza passata, alla storicità e al solito motto " ...è sempre stato così" la fidelizzazione della cliente quanto la ricerca di nuovi contatti. Dimenticandosi che i tempi sono cambiati e molto velocemente la comunicazione ha trovato ritmi e canali diversi e più immediati ( vedi le reti di impresa). Tanto è vero che  stò proponendo una collaborazione che ho definito di marketing commerciale in outsourcing nella quale mi propongo di gestire la comunicazione in maniera professionale ed esterna all'azienda. Vorrei capire con alcuni miei clienti se questo tipo di collaborazione riesce a scardinare la innata possessività degli imprenditoridi essere i soli a sapere come proporsi. E' una nuova sfida che sto provando, cercando di sfondare la perplessità degli imprenditori ad affidare la comunicazione aziendale a professionisti esterni alla vita quotidiana della loro azienda . L'obbiettivo è affiancare a medio tempo dei progetti dell'azienda e condividerli nel quotidiano, ma esternalizzandone tutte le scomodità e i costi della piccola azienda che può in questo caso concentrarsi su quello che meglio sa fare : innovare. Al momento la difficoltà stà nel conquistare la giusta fiducia del cliente, ma poi si diventa veramente legati con l'imprenditore.

Ciao!vorrei sottolineare l'aspetto della sezione "commerciale" di una società: sono convinto che TUTTI possano essere miei Clienti, che TUTTI abbiano bisogno di me, ma NON lo sanno ancora....devo riuscire a dirlo a TUTTI !!come???comunicando si, ma devo avere i collaboratori che comunichino!!dove sono?? nel mio caso, il commerciale è a "zero" o quasi, perchè sono io ed un'altra persona, ma ne vorrei avere molti altri che possano collaborare con me , comunicando a TUTTI i miei servizi/prodotti....

Ciao a Tutti,

condivido certamente il Tuo pensiero ed il vecchio detto la pubblicità... nonchè l'utilizzo dei servizi luce in modo sapiente e creativo per comunicare, promuovere l'immagine della propria azienda, lanciare in modo diverso e più efficace un nuovo prodotto.

Io rappresento la Raggi di Luce e mi occupo del commerciale. Da diversi anni è cambiata la nostra politica di comunicazione ma è difficilissimo anche solo entrare in contatto con il possibile Cliente. E' incredibile, ma l'argomento luce in un budget aziendale per la propria comunicazione, non viene proprio previsto. Stand fieristici male illuminati, eventi in villa: villa bellissima, location pure, ma lei e pure gli ospiti al buio. (immaginiamo uno spettacolo o un concerto scarsamente illuminato, beh almeno avremo il ricordo di uno spettacolo interessante o un concerto con dell'ottima musica, ma per un'azienda che deve imporsi in un mercato sempre più difficile, la luce fa certo la differenza)

Ciao Alberto,

il marketing in outsourcing, credo che sia una delle uniche strade percorribili per le piccole imprese, ma il problema è come presentarsi alle piccole imprese. E' un cruccio in cui si sono scontrati molti "markettari", ...è giusto l'anello finale, quel piccolo particolare ..."indispensabile"che ci manca!

Quando hai qualche idea, ...facciamo rete.

Giorgio


Alberto Merindiani ha detto:

Ciao a tutti,

condivido con Giorgio questa sua sensazione che ho percepito anch'io seguendo alcune piccole aziende nel territorio. La parte commerciale è lasciata in secondo piano rispetto alla fantasia, passione e capacità imprenditoriale delle nostre aziende manufatturiere. Ho notato spesso che l'imprenditore tende ad accentrare a se e a pochi suoi collaboratori la funzione di commerciale vero, lasciando all'esperienza passata, alla storicità e al solito motto " ...è sempre stato così" la fidelizzazione della cliente quanto la ricerca di nuovi contatti. Dimenticandosi che i tempi sono cambiati e molto velocemente la comunicazione ha trovato ritmi e canali diversi e più immediati ( vedi le reti di impresa). Tanto è vero che  stò proponendo una collaborazione che ho definito di marketing commerciale in outsourcing nella quale mi propongo di gestire la comunicazione in maniera professionale ed esterna all'azienda. Vorrei capire con alcuni miei clienti se questo tipo di collaborazione riesce a scardinare la innata possessività degli imprenditoridi essere i soli a sapere come proporsi. E' una nuova sfida che sto provando, cercando di sfondare la perplessità degli imprenditori ad affidare la comunicazione aziendale a professionisti esterni alla vita quotidiana della loro azienda . L'obbiettivo è affiancare a medio tempo dei progetti dell'azienda e condividerli nel quotidiano, ma esternalizzandone tutte le scomodità e i costi della piccola azienda che può in questo caso concentrarsi su quello che meglio sa fare : innovare. Al momento la difficoltà stà nel conquistare la giusta fiducia del cliente, ma poi si diventa veramente legati con l'imprenditore.

Certo è stano che chi indica alle aziende come promuovere il loro business non trovi il modo di proporre se stesso. E' strano ma è così, condivido pienamente! ...è la storia del calzolaio con le scarpe rotte...

Per noi la diffusione della nostra immagine è molto complessa, per due fattori principali. Mancanza di adeguate risorse per comunicare e quindi superare la soglia della "udibilità" e incerta capacità di dare risposte in caso di over-redemption. Se solo fossimo capaci di organizzarci, ...una rete di piccoli in grado di dare risposte organizzate e promuoversi in modo adeguato..
Giorgio
Andrea Cabiati ha detto:

Ciao!vorrei sottolineare l'aspetto della sezione "commerciale" di una società: sono convinto che TUTTI possano essere miei Clienti, che TUTTI abbiano bisogno di me, ma NON lo sanno ancora....devo riuscire a dirlo a TUTTI !!come???comunicando si, ma devo avere i collaboratori che comunichino!!dove sono?? nel mio caso, il commerciale è a "zero" o quasi, perchè sono io ed un'altra persona, ma ne vorrei avere molti altri che possano collaborare con me , comunicando a TUTTI i miei servizi/prodotti....

si Giorgio, è così... però penso anche sia una nostra predisposizione sbagliata: quante volte  suona il telefono e dall'altra parte c'è chi vuole proporre qualcosa o vendere qualcos'altro e voi (noi) quasi rispondendo male, non consideriamo importante e rimbalziamo??!!??è sbagliato!perchè come quando telefono io , convinto che il mio prodotto serva assolutamente al mio interlocutore, mi rimbalzano senza nemmeno ascoltare, oppure le email che invio, sono subito cestinate pensando a spam o truffe....sbagliato!!la mia statistica casereccia, dice che le volte che mi hanno ascoltato o che mi hanno fatto sedere ad un tavolo , ho concluso; non perchè sono bravo io  , ma se il cliente ha già intenzione di investire e gli viene presentata un'ottima soluzione, il gioco è fatto...

giorgio ferracini ha detto:

Certo è stano che chi indica alle aziende come promuovere il loro business non trovi il modo di proporre se stesso. E' strano ma è così, condivido pienamente! ...è la storia del calzolaio con le scarpe rotte...

Per noi la diffusione della nostra immagine è molto complessa, per due fattori principali. Mancanza di adeguate risorse per comunicare e quindi superare la soglia della "udibilità" e incerta capacità di dare risposte in caso di over-redemption. Se solo fossimo capaci di organizzarci, ...una rete di piccoli in grado di dare risposte organizzate e promuoversi in modo adeguato..
Giorgio
Andrea Cabiati ha detto:

Ciao!vorrei sottolineare l'aspetto della sezione "commerciale" di una società: sono convinto che TUTTI possano essere miei Clienti, che TUTTI abbiano bisogno di me, ma NON lo sanno ancora....devo riuscire a dirlo a TUTTI !!come???comunicando si, ma devo avere i collaboratori che comunichino!!dove sono?? nel mio caso, il commerciale è a "zero" o quasi, perchè sono io ed un'altra persona, ma ne vorrei avere molti altri che possano collaborare con me , comunicando a TUTTI i miei servizi/prodotti....


Buongiorno Andrea e Giorgio,

scusami per la mia scarsa padronanza di italiano, ma ho letto i vostri commenti con interesse e volevo aggiungere un commento.

Sono inglese con esperienza in commercio negli stati uniti, inghilterra, francia, e italia. Amo italia, e non vorrei che la prima volta che commento su officineinnovazione sia polemica....ma trovo che italia sia anni luci in dietro per quanto riguardo alla comunicazione e marketing dei prodotti ( i prodotti magari spesso sono anni luci avanti, ma il marketing...).

Un esempio di questo e' proprio la strategia di proporre un prodotto al telefono. Questo metodo di "telephone marketing" e' finito 20 anni fa in tanti altri paesi. E' stato provato ma non continuato proprio perche' non funzione. Adesso ci proviamo anche cui in italia invece di imperare dall'esperienza di altri paesi. Se una persona a casa non vuole comprare dal telefono credo sia la societa' che vende che deve cambiare...non chi risponde al telefono.

Oggi ci sono tanti modi piu' efficace per vendere un prodotto. Potenziali clienti non vogliono essere disturbati dal telefono, ma sono contentissimi di navigare su facebook, youtube, twitter, e tanti altri portali. Se ho un prodotto da vendere oggi basta un po' di iniziativa per essere presente in maniera divertente ed interessante su questi siti. Chiaro, non e' cosi' facile, ci vuole tempo ed uno studio serio dietro l'iniziativa...ma e' fattibile per tutti.

Mi e' piaciuto molto l'osservazione di Giorgio riguardo la neccessita' di fare "outsourcing" per marketing. Meglio € 1 speso bene con una specialista di marketing che € 100 speso male!

Saluti,

David Seal
Andrea Cabiati ha detto:

si Giorgio, è così... però penso anche sia una nostra predisposizione sbagliata: quante volte  suona il telefono e dall'altra parte c'è chi vuole proporre qualcosa o vendere qualcos'altro e voi (noi) quasi rispondendo male, non consideriamo importante e rimbalziamo??!!??è sbagliato!perchè come quando telefono io , convinto che il mio prodotto serva assolutamente al mio interlocutore, mi rimbalzano senza nemmeno ascoltare, oppure le email che invio, sono subito cestinate pensando a spam o truffe....sbagliato!!la mia statistica casereccia, dice che le volte che mi hanno ascoltato o che mi hanno fatto sedere ad un tavolo , ho concluso; non perchè sono bravo io  , ma se il cliente ha già intenzione di investire e gli viene presentata un'ottima soluzione, il gioco è fatto...

giorgio ferracini ha detto:

Certo è stano che chi indica alle aziende come promuovere il loro business non trovi il modo di proporre se stesso. E' strano ma è così, condivido pienamente! ...è la storia del calzolaio con le scarpe rotte...

Per noi la diffusione della nostra immagine è molto complessa, per due fattori principali. Mancanza di adeguate risorse per comunicare e quindi superare la soglia della "udibilità" e incerta capacità di dare risposte in caso di over-redemption. Se solo fossimo capaci di organizzarci, ...una rete di piccoli in grado di dare risposte organizzate e promuoversi in modo adeguato..
Giorgio
Andrea Cabiati ha detto:

Ciao!vorrei sottolineare l'aspetto della sezione "commerciale" di una società: sono convinto che TUTTI possano essere miei Clienti, che TUTTI abbiano bisogno di me, ma NON lo sanno ancora....devo riuscire a dirlo a TUTTI !!come???comunicando si, ma devo avere i collaboratori che comunichino!!dove sono?? nel mio caso, il commerciale è a "zero" o quasi, perchè sono io ed un'altra persona, ma ne vorrei avere molti altri che possano collaborare con me , comunicando a TUTTI i miei servizi/prodotti....

Buongiorno David !

non sei stato affatto polemico... in Italia (e non è retorica) siamo indietro in parecchie situazioni... penso sia da cambiare la mentalità , NON il metodo. Ovvio, può esserci soluzioni più innovative di altre, ma ti assicuro che fior fior di titolari di grandi aziende NON vogliono nemmeno aver "rapporti"  con i social che hai citato (ed a volte fanno bene!), ma usano il telefono , il fax ed una bella stretta di mano.

Io mi occupo di web ed in particolare realizziamo applicazioni "mobile" a livello aziendale e molte volte sono io a proporre (ed è giusto così) soluzioni anche particolari al cliente che sicuramente NON andrebbe a cercare nel web quello che ho in mente io...

David Seal ha detto:


Buongiorno Andrea e Giorgio,

scusami per la mia scarsa padronanza di italiano, ma ho letto i vostri commenti con interesse e volevo aggiungere un commento.

Sono inglese con esperienza in commercio negli stati uniti, inghilterra, francia, e italia. Amo italia, e non vorrei che la prima volta che commento su officineinnovazione sia polemica....ma trovo che italia sia anni luci in dietro per quanto riguardo alla comunicazione e marketing dei prodotti ( i prodotti magari spesso sono anni luci avanti, ma il marketing...).

Un esempio di questo e' proprio la strategia di proporre un prodotto al telefono. Questo metodo di "telephone marketing" e' finito 20 anni fa in tanti altri paesi. E' stato provato ma non continuato proprio perche' non funzione. Adesso ci proviamo anche cui in italia invece di imperare dall'esperienza di altri paesi. Se una persona a casa non vuole comprare dal telefono credo sia la societa' che vende che deve cambiare...non chi risponde al telefono.

Oggi ci sono tanti modi piu' efficace per vendere un prodotto. Potenziali clienti non vogliono essere disturbati dal telefono, ma sono contentissimi di navigare su facebook, youtube, twitter, e tanti altri portali. Se ho un prodotto da vendere oggi basta un po' di iniziativa per essere presente in maniera divertente ed interessante su questi siti. Chiaro, non e' cosi' facile, ci vuole tempo ed uno studio serio dietro l'iniziativa...ma e' fattibile per tutti.

Mi e' piaciuto molto l'osservazione di Giorgio riguardo la neccessita' di fare "outsourcing" per marketing. Meglio € 1 speso bene con una specialista di marketing che € 100 speso male!

Saluti,

David Seal
Andrea Cabiati ha detto:

si Giorgio, è così... però penso anche sia una nostra predisposizione sbagliata: quante volte  suona il telefono e dall'altra parte c'è chi vuole proporre qualcosa o vendere qualcos'altro e voi (noi) quasi rispondendo male, non consideriamo importante e rimbalziamo??!!??è sbagliato!perchè come quando telefono io , convinto che il mio prodotto serva assolutamente al mio interlocutore, mi rimbalzano senza nemmeno ascoltare, oppure le email che invio, sono subito cestinate pensando a spam o truffe....sbagliato!!la mia statistica casereccia, dice che le volte che mi hanno ascoltato o che mi hanno fatto sedere ad un tavolo , ho concluso; non perchè sono bravo io  , ma se il cliente ha già intenzione di investire e gli viene presentata un'ottima soluzione, il gioco è fatto...

giorgio ferracini ha detto:

Certo è stano che chi indica alle aziende come promuovere il loro business non trovi il modo di proporre se stesso. E' strano ma è così, condivido pienamente! ...è la storia del calzolaio con le scarpe rotte...

Per noi la diffusione della nostra immagine è molto complessa, per due fattori principali. Mancanza di adeguate risorse per comunicare e quindi superare la soglia della "udibilità" e incerta capacità di dare risposte in caso di over-redemption. Se solo fossimo capaci di organizzarci, ...una rete di piccoli in grado di dare risposte organizzate e promuoversi in modo adeguato..
Giorgio
Andrea Cabiati ha detto:

Ciao!vorrei sottolineare l'aspetto della sezione "commerciale" di una società: sono convinto che TUTTI possano essere miei Clienti, che TUTTI abbiano bisogno di me, ma NON lo sanno ancora....devo riuscire a dirlo a TUTTI !!come???comunicando si, ma devo avere i collaboratori che comunichino!!dove sono?? nel mio caso, il commerciale è a "zero" o quasi, perchè sono io ed un'altra persona, ma ne vorrei avere molti altri che possano collaborare con me , comunicando a TUTTI i miei servizi/prodotti....

Bravo David, basta fax, telefonate e cose del genere.

Se dovessi fare un quadro dell'idea di comunicazione che ha l'imprenditore medio sarebbe un disastro.

L'italiano pensa che se lui fa un prodotto, che lui ritiene bello, tutti gli altri dovranno fare a botte per averlo.
Per la nuova comunicazione, facebook, twitter etc, ci vuole tempo. Il modo di comunicare è cambiato ed un pannello nelle strade non attira più nessuno. Ma ancora non si voglio adeguare.

Hai centrato il punto della questione comunicazione in poche parole "presente in maniera divertente ed interessante".

Per fare questo occorre una predisposizione naturale ed  un team che la alimenta...
Personalmente ho iniziato a proporre cose inusuali perchè se nessuno inizia a fare cose diverse anche gli altri imprenditori non ne sentiranno il bisogno.
Per chi c'era, ricordate le prime campagne di Oliviero Toscani per Benneton. Ora non farebbero più scalpore (infatti si vede le interviste a Oliviero Toscani), ma hanno aperto una strada e fatto crescere un'azienda.

Silvia

salve a tutti sono titolare di una pico ditta di carpenterie metalliche e infissi in alluminio per me e la mia prima volta che mi sono iscritto a questo forum e sto cercando nuovi opportunità lavorative se qualcuno fosse interessato a fare collaborazione siamo in attesa di avere qualche risposta grazie a tutti e buon lavoro

Buongiorno a tutti e buona settimana.

Ho visto molte discussioni sul "marketing", sul modo di proporsi e sul modo di fare marketing per le aziende.

Certo, come dice David, in Italia, a volte nei prodotti siamo avanti, ma anche nel marketing non ce la caviamo male. Dipende da chi lo fa, non possiamo generalizzare. Il telefono se considerato da solo è vecchio, ma se considerato come l'anello di una catena (strategia) che comprende l'utilizzo dei social e dei sistemi web, allora diventa utile, se no è troppo invasivo e generico. Le ultime esperienze fatte, con una azienda che fattura 30 milioni di euro, e che con un progetto web che comprende, tra altre cose, anche l'uso del telefono e che ha reso ad oggi 3,8 milioni di euro di fatturato (in 14 mesi), mi fa capire, come l'utilizzo del telefono, ad un target "estremamente" mirato e individuato, ha funzionato. 

Mi piacerebbe, poi, che in queste discussioni di "marketing", ci fosse uno scambio continuo di "cerco/offro" tra imprenditori e consulenti marketing perchè questo è il senso del matching e del possibile sviluppo del business.

Ho visto che l'unico imprenditore (che non si occupa di marketing) è stato Nicola Coppola, che fa carpernteria metallica ed al quale, il nostro gruppo di marketing, sicuramente saprà dare una risposta. Certo che chi sta in zona "Caserta", dove sta Nicola, sarà agevolato logisticamente ad entrare in relazione col lui.

Dovremo trovare il modo, di attrarre impreditori nel nostro Gruppo di Marketing per proporre le nostre esperienze in relazione alla tipoloia di azienda. Le aziende di cui parlo, sono quelle di cui si diceva all'inizio, con una buona produzione, una buona aministrazione e un settore ....commerciale scarso. Pensiamoci.

Giorgio Ferracini



Andrea Cabiati ha detto:

Buongiorno David !

non sei stato affatto polemico... in Italia (e non è retorica) siamo indietro in parecchie situazioni... penso sia da cambiare la mentalità , NON il metodo. Ovvio, può esserci soluzioni più innovative di altre, ma ti assicuro che fior fior di titolari di grandi aziende NON vogliono nemmeno aver "rapporti"  con i social che hai citato (ed a volte fanno bene!), ma usano il telefono , il fax ed una bella stretta di mano.

Io mi occupo di web ed in particolare realizziamo applicazioni "mobile" a livello aziendale e molte volte sono io a proporre (ed è giusto così) soluzioni anche particolari al cliente che sicuramente NON andrebbe a cercare nel web quello che ho in mente io...

David Seal ha detto:


Buongiorno Andrea e Giorgio,

scusami per la mia scarsa padronanza di italiano, ma ho letto i vostri commenti con interesse e volevo aggiungere un commento.

Sono inglese con esperienza in commercio negli stati uniti, inghilterra, francia, e italia. Amo italia, e non vorrei che la prima volta che commento su officineinnovazione sia polemica....ma trovo che italia sia anni luci in dietro per quanto riguardo alla comunicazione e marketing dei prodotti ( i prodotti magari spesso sono anni luci avanti, ma il marketing...).

Un esempio di questo e' proprio la strategia di proporre un prodotto al telefono. Questo metodo di "telephone marketing" e' finito 20 anni fa in tanti altri paesi. E' stato provato ma non continuato proprio perche' non funzione. Adesso ci proviamo anche cui in italia invece di imperare dall'esperienza di altri paesi. Se una persona a casa non vuole comprare dal telefono credo sia la societa' che vende che deve cambiare...non chi risponde al telefono.

Oggi ci sono tanti modi piu' efficace per vendere un prodotto. Potenziali clienti non vogliono essere disturbati dal telefono, ma sono contentissimi di navigare su facebook, youtube, twitter, e tanti altri portali. Se ho un prodotto da vendere oggi basta un po' di iniziativa per essere presente in maniera divertente ed interessante su questi siti. Chiaro, non e' cosi' facile, ci vuole tempo ed uno studio serio dietro l'iniziativa...ma e' fattibile per tutti.

Mi e' piaciuto molto l'osservazione di Giorgio riguardo la neccessita' di fare "outsourcing" per marketing. Meglio € 1 speso bene con una specialista di marketing che € 100 speso male!

Saluti,

David Seal
Andrea Cabiati ha detto:

si Giorgio, è così... però penso anche sia una nostra predisposizione sbagliata: quante volte  suona il telefono e dall'altra parte c'è chi vuole proporre qualcosa o vendere qualcos'altro e voi (noi) quasi rispondendo male, non consideriamo importante e rimbalziamo??!!??è sbagliato!perchè come quando telefono io , convinto che il mio prodotto serva assolutamente al mio interlocutore, mi rimbalzano senza nemmeno ascoltare, oppure le email che invio, sono subito cestinate pensando a spam o truffe....sbagliato!!la mia statistica casereccia, dice che le volte che mi hanno ascoltato o che mi hanno fatto sedere ad un tavolo , ho concluso; non perchè sono bravo io  , ma se il cliente ha già intenzione di investire e gli viene presentata un'ottima soluzione, il gioco è fatto...

giorgio ferracini ha detto:

Certo è stano che chi indica alle aziende come promuovere il loro business non trovi il modo di proporre se stesso. E' strano ma è così, condivido pienamente! ...è la storia del calzolaio con le scarpe rotte...

Per noi la diffusione della nostra immagine è molto complessa, per due fattori principali. Mancanza di adeguate risorse per comunicare e quindi superare la soglia della "udibilità" e incerta capacità di dare risposte in caso di over-redemption. Se solo fossimo capaci di organizzarci, ...una rete di piccoli in grado di dare risposte organizzate e promuoversi in modo adeguato..
Giorgio
Andrea Cabiati ha detto:

Ciao!vorrei sottolineare l'aspetto della sezione "commerciale" di una società: sono convinto che TUTTI possano essere miei Clienti, che TUTTI abbiano bisogno di me, ma NON lo sanno ancora....devo riuscire a dirlo a TUTTI !!come???comunicando si, ma devo avere i collaboratori che comunichino!!dove sono?? nel mio caso, il commerciale è a "zero" o quasi, perchè sono io ed un'altra persona, ma ne vorrei avere molti altri che possano collaborare con me , comunicando a TUTTI i miei servizi/prodotti....

RSS

 


© 2011 Creato da KNOW NET S.r.l. — P.IVA 02932470137

Badge  |  Segnala un problema  |  Termini del servizio