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Packaging

Gruppo aperto da Checchinato s.n.c, azienda dall’esperienza venticinquennale nel confezionamento conto terzi, per affrontare a 360° le tematiche legate all’imballaggio e alla protezione dei prodotti.

Sito web: http://www.checchinato.it/
Luogo: Checchinato s.n.c. Via Degli Artigiani 39 22040 Lurago d'Erba (CO)
Membri: 94
Attività più recente: 29 Dic 2017

Packaging

Un luogo dove poter affrontare le problematiche legate alle lavorazioni di blisteraggio, confezionamento in flow pack, cellofanatura, termoretrazioni, fustellatura ecc. Un ambito di lavoro dove chiunque è interessato può confrontare i diversi materiali utilizzabili per il confezionamento, come PVC, politene, polipropilene, cellulosa ecc, discutere dei possibili accoppiamenti e andare insieme alla scoperta delle nuove frontiere tecnologiche del packaging.

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MULTIPRESS NEW WEB SITE

Iniziata da Giuseppe Liguori 7 Set 2012. 0 Risposte

Kindly note that MULTIPRESS (ITALY) has a new web site: www.multipressflexo.itContinua

Tag: www.multipressflexo.it

Smaltimento imballaggi - Il caos dei "colori"

Iniziata da Chiara Terraneo. Ultima risposta di Giuseppe Liguori 6 Mar 2012. 3 Risposte

(Apro una nuova discussione per non "intasare" la bacheca commenti) …Continua

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Commento da Roberto Ghislandi su 28 Settembre 2011 a 9:59

buon giorno a tutti, sto leggendo con interesse questa discussione e mi sento, almeno parzialmente, parte in causa. Mi occupo di fotografia da 25 anni (aimé) e molte delle mie immagini vengono utilizzate anche per il packaging di prodotto. Nella confezione tutto è estremamente importante:

i materiali a basso impatto e facilmente riciclabili con poco sforzo, se il materiale è unico (es. cartone o blister) per l'utente finale l'impegno per lo smaltimento è minimo, più materiali abbiamo e più è facile che venga gettato nell'indifferenziato (prendendosi le critiche dai figli come capita al sig. Ghisleni).

La razionalizzazione del confezionamento

La possibilità di stoccaggio ecc.

Non dimentichiamoci, però, che il pack è il "biglietto da visita" del prodotto/produttore, una buona immagine (fotografica o grafica che sia) dà SEMPRE al consumatore finale l'idea che in quella scatola ci sia un buon prodotto e alle sua spalle un'azienda seria. Quanti di noi davanti alle scatole di legumi scegliamo un marchio piuttosto che un altro esclusivamente per l'impressione che ci da il pack? (Sul posizionamento in gondola poi ci sarebbe da fare un discorso a parte)

L'essere umano è sempre istintivo, il primo colpo d'occhio è quello che determina la scelta, che vieno poi razionalizzata con tutte le altre problematiche (costo, comodità, conoscenza del marchio ecc.)

 

ok... ora il problema è farlo capire ai nostri clienti

 

Se posso essere d'aiuto con la mia attività sono a disposizione

Commento da Michele Perego su 27 Settembre 2011 a 21:01
Non dimentichiamo che l'imballo contiene e protegge un prodotto. E' il prodotto che deve determinare il tipo di pack. Non è da scartare l'uso di un imballaggio neutro/anonimo o solo con una scritta a 1 colore, se poi esso viene astucciato per una protezione meccanica, l'astuccio può divenire il veicolo commerciale/attrattivo. Magari questa accoppiata risulta più economica e facilmente riciclabile.
Commento da LORETTA CHECCHINATO su 27 Settembre 2011 a 16:52

Certo Fabrizio, anche se la maggior parte delle volte dare quel tocco di originalità e novità al prodotto, non coincide con una riduzione di costo del packaging, tutt'altro :-)

 

 

Commento da Fabrizio Colombo su 27 Settembre 2011 a 16:00

BUONGIORNO A TUTTI .

SONO CONVINTISSIMO CHE OGGI IL PACKAGING SIA DETERMINANTE SUL PREZZO DEL PRODOTTO E CHE ADDIRITTURA MOLTE VOLTE CONDIZIONI LA SCELTA DI UN PRODOTTO PIUTTOSTO CHE DI UN ALTRO

SINCERAMENTE IN AZIENDA STAVAMO VALUTANDO DI CAMBIARE IL PACKAGING PROPRIO PER QUESTA RAGIONE E POI PERCHE' VORREMMO DARE QUEL TOCCO DI ORIGINALITA' E NOVITA' AL NOSTRO PRODOTTO

CIAO A TUTTI E BUON LAVORO

Commento da Michele Perego su 26 Settembre 2011 a 22:04
Salve a tutti. Sono un ex del packaging, praticamente nato al tempo del cellofan, passato al OPP, accoppiati coestrusi vari. dalle merendine al caffè agli antiparassitari. Poi agli isolanti elettrici flessibili. E' vero, l'azione di un imballo è quella di proteggere, allungare la vita del confezionato, consentirne la manipolazione, far sì che il cliente finale possa essere sicuro di essere il primo e l'unico ad aprire la confezione. Si utilizza l'imballo anche come veicolo commerciale diretto. Per dirla con Luca Ghisleri, quando si tratta di multistrati o coestrusi è difficile un loro inquadramento come rifiuto, non tutto è facilmente riciclabile, pensiamo al film di Pet, in forma amorfa (bottiglie) è riciclabile, ma biorientato non lo è più, la sua temperatura di fusione è praticamente quella di cracking. Un buon principio può essere quello della maggiore o minore quantità del componente riciclabile presente nell'imballo.
Commento da Luca Ghisleni su 25 Settembre 2011 a 17:19
Approfitto del gruppo per una consulenza. Per pigrizia tenderei a relegare la maggior parte degli imballi tra i rifiuti indifferenziati, esponendomi alle critiche dei miei figli, molto più sensibili alle problematiche ambientali. Spesso però nascono diatribe perchè non è sempre evidente la giusta destinazione delle varie componenti di un imballo, specie per i prodotti alimentari. Possibile che non esista una classificazione ufficiale, con relativa simbologia, per individuare in modo chiaro e univoco la giusta destinazione?
Commento da federico musaio su 25 Settembre 2011 a 16:38

Tra i fattori importanti del packaging di un prodotto non dimenticherei la grafica e la stampa dell'imballo stesso. Una grafica accattivante e una eventuale personalizzazione, oggi possibile grazie a nuovi sistemi di stampa, rende un prodotto più visibile e più vendibile rispetto ad un prodotto concorrente.

Commento da LORETTA CHECCHINATO su 25 Settembre 2011 a 16:08

L'importanza del Packaging, ovvero l'imballaggio di un prodotto, è dato dal fatto che deve essere in grado di contenere e proteggere la merce, essere compatibile con la stessa,trasmettere al consumatore le informazioni sul prodotto, rispondere ad esigenze estetiche volumetriche ed economiche e consentirne la manipolazione e il trasporto.

Va pero' tenuto conto che tra i maggiori problemi strettamente connessi al packaging che coinvolgono progettisti ed uffici tecnici delle aziende, vi è certamente quello di individuare materiali sempre piu' adeguati alla confezione, sempre piu' leggeri e resistenti, ma anche sempre più compatibili con il processo di riciclo dei rifiuti.

Ecco perchè la nostra azienda non solo è  impegnata nel trovare soluzioni ottimali e appropriate per ogni problema di packaging con materie plastiche quali PVC, politene, polipropilene e accoppiati vari offrendo ad esempio con le nostre linee, confezioni riciclabili, ma siamo anche costantemente alla ricerca di nuovi materiali per ridurre l'impatto ambientale.

Su questo argomento ci sarebbe da parlare per giorni e giorni, ecco perchè è quasi impossibile rispondere alla domanda di Bazzoni.

Abbiamo sostituito, in una lavorazione di confezionamento di posaceneri tascabili, il PVC con la carta politenata che sarebbe la carta utilizzata per gli alimenti. Risultato: direi ottimo! Ovviamente la confezione non è traparente e il materiale ha un costo superiore al pvc, ostacolo non indifferente coi nostri clienti... Ma le nostre ricerche continuano e avremo modo di metterVi a conoscenza dei risultati ottenuti.

Buona domenica

Commento da Andrea Bonvicini su 23 Settembre 2011 a 12:59

Sì, giusto, impacchettiamo Bazzoni!

Scherzi a parte, interessante che si comincino a strutturare gruppi di interesse sulle Officine. Per me che faccio consulenza in aziende e spesso mi chiedono di tutto, è importante poter trovare riferimenti certi nei diversi settori! 

Commento da Pietro Bazzoni su 19 Settembre 2011 a 13:32
Ciao maghi del packaging! Volevo subito sfruttare le vostre competenze ed esperienze: se dovessi confezionare un prodotto di piccole dimensioni, non alimentare, con l' attenzione ad essere a impatto ambientale quasi zero, cosa mi proporreste ? Grazie in anticipo per la dritta :-)
 

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