COME COINVOLGERE IL CLIENTE IN UN ESPERIENZA AFFASCINANTE-5) Il lavoro del giudizio

Quali sono gli ingredienti che possono consentire ad un’azienda di offrire al cliente un’esperienza unica, sorprendente, superiore alle  sue aspettative?

 

Ogni vendita è una relazione privilegiata tra uomini! Come tra 2 innamorati il gesto inatteso, la sorpresa fuori dagli schemi, l'attenzione mai scontata e banale sono segno di una tenerezza e di una cura per il Destino dell'altro, cosi un fornitore attento e oculato può costruire un rapporto esaltante e sempre nuovo coi suoi clienti.

Grazie alla testimonianza di Stefano Ronchetti abbiamo visto e sentito come gli elementi di questa "ricetta del continuo corteggiamento" possano essere diversi tra loro, ma fondati sulla dedizione nel comprendere e seguire il cliente, in un immedesimazione con lui per sostenerlo nel definire e raggiungere le mete che ha anche solo intravisto.

Nel caso di Marzorati Ronchetti ciò si traduce nell’aiutare i designer a soddisfare i desideri dei clienti di disporre di  soluzioni inedite, uniche.

La potremmo chiamare una creazione condivisa, nella quale la visione di un attore è supportata dalla sensibilità e dal “sapienza materiale” di un altro.

Come poi farsi conoscere? Sicuramente il passaparola, anche in un mondo globalizzato, ha il suo significato, in un mercato specifico; ma accompagnato dalla capacità di rinsaldare e mantenere relazioni fedeli e sempre sorprendenti con i clienti, per renderli sempre più coinvolti e consapevoli delle possibilità che possiamo mettere a loro disposizione.

I post di questa settimana ci hanno anche ricordato come questa sensibilità “artistico/artigianale” sia patrimonio tramandatoci dai nostri padri. La testimonianza del designer inglese che trova in Italia quelle capacità  che nella sua patria sono scomparse, da una parte ci rende orgogliosi, ma dall’altra ci indica una direzione lungo la quale lavorare  con attenzione e sforzo continuo. ( nelle Officine abbiamo imprenditori e scuole che possono raccontarci molto su questa battaglia)

Recuperare una sensibilità “artigianale” e nel contempo innovativa, che rappresenti per il cliente un’esperienza unica, è sfida impellente e ineludibile per moltissimi tra noi.

Allora consentitemi di provocarvi a un lavoro.

Come stiamo coinvolgendo con noi il nostro "cliente"?

Come gli facciamo vivere esperienze affascinanti?

Aiutiamoci a ragionarci insieme, vi aspetto :-)

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Tag: Esperienza cliente


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Commento da Giovanni Caruso su 10 Giugno 2011 a 10:45
Bellissimo giudizio di sintesi..... anche per "Dal definitivo istante" di Betocchi sullo sfondo.

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Commento da Gaetano Comandatore su 11 Giugno 2011 a 11:11

Una volta tale esigenza era avvertita in modo "forte" solo da chi operava nei servizi e quindi era costretto a "far sognare il potenziale cliente" per poter vendere (per esempio chi fa l'assicuratore è "costretto" a far leva sul desiderio si sicurezza e tranquillità).

Con la globalizzazione, internet e, non meno importante la crisi, oggi anche chi vende prodotti "tangibili" e oggettivamente confrontabili e "misurabili" è costretto a "distinguersi" dalla concorrenza e la relazione personale è diventata indispensabile per tutti.

Nell'approfondimento della settimana prossima, sarà presentata un'azienda "metalmeccanica" il cui titolare ha sempre sostenuto (a ragione) di essere una società di servizi per i rapporti che è stato in grado di consolidare con i suoi clienti.

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