Ciò che è accaduto ad AM nel pieno del disordine da troppo lavoro è stato l’incontro, del tutto casuale, con il mondo Toyota e il modello produttivo snello che quest’azienda automobilistica ha messo a punto nella seconda metà del ‘900.
La cosiddetta “lean production” nasce dalla lotta agli sprechi che si possono venire a creare all’interno di un processo produttivo; la trasformazione di un modello produttivo “di massa” a uno “snello” avviene attraverso 5 passi:
1. Definire il valore per il cliente – value – ovvero rileggere i propri processi nell’ottica del cliente per identificare quale valore si trasmette al proprio cliente
2. Mappare il flusso del valore – value stream – ovvero individuare le fasi che hanno valore aggiunto e quali invece non ne hanno
3. Far scorrere il flusso del valore – flow – la produzione deve scorrere in modo continuo senza strozzature e “colli di bottiglia”, ogni pezzo deve essere lavorato singolarmente dall’inizio alla fine.
4. Fare in modo che il flusso sia “tirato” dal cliente – pull – ovvero ogni prodotto o componente deve essere lavorato solo a fronte di una richiesta da parte del cliente, esterno o interno.
5. Perseguire l’eccellenza – perfection – ovvero instaurare e diffondere la filosofia di miglioramento continuo in tutta l’azienda, al fine di spronare ogni addetto a raggiungere la perfezione nei processi operativi.
In particolare la letteratura che ha analizzato questo modello produttivo identifica sette tipi di spreco; vediamoli in modo rapido insieme.
Prodotti difettosi
Lo sforzo impiegato per lavorare uno scarto è uno spreco. Occorre ripensare il processo in modo che più il prodotto si avvicina alla sua conclusione, più bassa sia la probabilità di ottenere un pezzo difettoso.
Sovrapproduzione
La sovrapproduzione, ovvero la produzione di un oggetto o di un semi lavorato prima che esso sia veramente necessario è lo spreco più pericoloso per l'azienda perché implica, spesso occultandoli, costi di immagazzinamento, gestione e protezione.
Trasporto
Il trasporto è un’attività che non aggiunge valore al prodotto. Ogni volta che lo sposto rischio di danneggiarlo o di perderlo, ma non conferisco nessuna trasformazione al prodotto che il cliente sia disposto a pagare.
Attese e tempi morti
Tutte le volte che l’operatore è fermo perché sta aspettando che gli arrivi del materiale da lavorare o che è fermo mentre una macchina sta compiendo una lavorazione senza avere altro da fare ci troviamo di fronte ad uno spreco di produttività.
Scorte e giacenze
Le scorte, che siano materie prime, pezzi in lavorazione o prodotti finiti, rappresentano uno spreco che non genera valore per il cliente.
Movimento
Tutte le volte che gli addetti devono muoversi per recuperare un utensile, un elemento necessario alla lavorazione o altro, sottraendo quindi tempo alla produzione, stanno sprecando risorse
Sovralavorazione
Usare risorse più costose del necessario per le attività produttive o inserire funzioni aggiuntive che vanno oltre a quelle richieste dal cliente, produce solo sprechi. Lo stesso vale per le persone, infatti gli operatori che possiedono una qualifica superiore a quella richiesta per realizzare determinate attività, generano dei costi che vanno persi nell'esecuzione di attività che richiedono una qualifica minore.
Per capire meglio cosa è spreco secondo questo modo di pensare, possiamo guardare insieme questo filmato

Commento da Giordano Cattaneo su 8 Aprile 2011 a 14:21 Commento
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