Come fare business usando i Social Network?- Il lavoro del giudizio.

Ve li ricordate i Mc Donald’s degli anni 80’? Il format di consumo nutrizionale buono per tutti i continenti e per tutte le tasche. Buono per chi era disposto a fruire  ed adattarsi a una cultura e un modello alimentare standard, tipicamente nordamericano, proposto incondizionatamente da Shangai a Bologna.

Un modello che non teneva conto dei desideri e dei gusti di chi avrebbe mangiato, conversato e cenato li, con la fidanzata o con famiglia e bambini, di chi avrebbe pranzato per lavoro con clienti o colleghi, di chi ci avrebbe vissuto portandosi la sua cultura i suoi usi e la sua tradizione.

Poi il radicale cambiamento degli anni 2000, con la “localizzazione” di prodotti, menù  e store personalizzati ad ogni singolo paese. 

Questo per dirvi come lo stesso processo è oggi in atto in internet. Il web 2.0 è entrato nella sua seconda fase. Dopo i global social network ( facebook, linkedin. . in lingua e cultura anglosassone, pensati e costruiti per lo svago o per il posizionamento di carriera di manager nordamericani )il web è in piena innovazione incrementale. Dopo l’ Elite degli utenti dello scorso decennio,( i più evoluti tecnologicamente e abituati all’ uso della lingua elitaria moderna, l’ inglese) questo è il decennio della democratizzazione della base utenti, con conseguente localizzazione linguistica di ciò che era prima globale.

In questo web popolare dove il villaggio globale raggiunge le sconfinate dimensioni di tutta la popolazione mondiale, nascono quartieri dalla precisa identità culturale, come nella New York di inizio 20°secolo, con il quartiere degli italiani, degli irlandesi e la chinatown.

Occorrono piazze, luoghi d’ aggregazione dove emerga un identità, che nelle nostre Officine consiste nella learning community fondata sull’ esperienza degli imprenditori italiani. Attorno alla bandiera di questa identità c’è la piazza, ossia il forum dove la gente si incontra e discute,  ci sono i negozi e le botteghe, le officine dove si va a lavorare a vendere, a progettare e fare(i gruppi privati dove ciascuno di voi può presentare, discutere e sviluppare la sua attività e la sua esperienza, discutendo e chiarendo le sue capacità e la sua professionalità).

Per questo motivo le Officine sono una piattaforma di cultura italiana, pensata per gli tutti gli imprenditori italiani (dall’ artigiano all’ industriale, dal commerciante al professionista) in italiano come lingua principale, ma con strumenti modulari, come i vostri gruppi, che si integrino e espandano le vostre funzioni in loco o in altri siti, fino a consentirci, nell’ oceano planetario del mercato web, un vantaggio competitivo inimitabile. Vi aspetto per lavorare insieme il 23 settembre :-)

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Commento da Matteo Nerini su 11 Settembre 2011 a 22:21

a Forlì ha fatto tappa questo fine settimana la mostra MOTHER TONGUE nata da un progetto di ICOGRADA, associazione di comunication designer, per indagare il potere del linguaggio visivo legato al locale.

il design anticipa questo bisogno, cerca di farci vivere meglio e sta abbandonando un approccio globale standardizzato, impersonale.

Commento da Stefano Besseghini su 12 Settembre 2011 a 0:07
Be carefull! Ricorda la vecchia favola della volpe e l'uva "nondum matura est, noli me nocere" concludeva la volpe che non era riuscita a raggiungere il grappolo d'uva. Questo discorso della localizzazione e della ricostituzione di strutture identitarie locali come superamento di una globalizzazione impersonale è validissimo sino a quando non rischia di diventare il ripiegamento su se stessi "sconfitti" dalla globalizzazione. Temo che l'approccio corretto sia in realtà quello più faticoso, non quello più semplice, non si tratta di rinunciare all'uva ed accontentarsi di quello cui si riesce ad arrivare ma, al contrario usare la forza della propria identità per sfruttare, non rifuggere, lo scenario globalizzato. Fuor di metafora, le officine dovrebbero, in my view, certamente mettere grande enfasi sull'italianità ma non tanto e non solo per fare il social network imprenditoriale italiano ma, ad esempio, consapevoli di essere in ogni caso anche immediatamente globali, cercare di sviluppare strumenti che consentanto la connessione worldwide con coloro che questa "italianità" apprezzerebbero da clienti e da fornitori. Come farlo? Beh qui sta il bello :-)
Commento da Pietro Bazzoni su 13 Settembre 2011 a 7:03
D' accordissimo con te Stefano, se ti fai un giro sul porto di taranto con Google earth, potrai ben vedere il ponte di volo della portaerei Cavour saldamente attraccato alla banchina del porto militare. Certo una portaerei e' fatta per solcarlo il mare,lontano dalle coste amiche, altrimenti e' inutile e anche un po' ridicola.
Le Officine sono una nave in allestimento, con lo scafo in movimento, gli operai che stanno portando avanti le infrastrutture ( che sono i vostri gruppi) e le hanno appena iniziate, in contemporanea i protagonisti del viaggio si stanno imbarcando. Sotto a lavorare se siamo d' accordo che ci serve una portaerei per andare a lavorare nel mondo :-)

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