COMPRARE VENDENDO: LO SCAMBIO NEL XXI° SECOLO – 1) Intervista a Cristiano Bilucaglia

Nei mesi scorsi in alcuni post è stato trattato il tema del Baratto; poiché numerosi sono stati gli interventi che ne sono seguiti e fra gli iscritti alle Officine abbiamo una azienda che si occupa di Barter – per dirlo all’anglosassone – siamo andati da loro. Per capirne un po’ di più.

L’ing. Cristiano Bilucaglia è il Presidente di VisioTrade SpA, con sede a Torino ma presente ormai in diverse regioni italiane, dalla Lombardia alla Campania,  dal Triveneto alle Marche, dall’Emilia Romagna alla Sardegna.

Aderire a un network commerciale, nel quale i partecipanti, di comune accordo, decidono di sostituire i pagamenti in moneta corrente con lo scambio di beni e servizi (il cui valore è stabilito, dichiarato ed espresso in quello di una moneta complementare dello stesso valore nominale di quella corrente)  è un’idea che da tempo è consolidata e funzionante in molti Paesi del mondo (Stati Uniti, Svizzera, Australia e Germania tanto per fare qualche esempio). E funziona: basti pensare che su questo mercato avvengono il 30% delle transazioni mondiali e che il 65% delle 500 Società “Top Fortune” (come Pepsi, Mac Donald, Ford, Sheraton, Yahoo, Microsoft, Philip Morris e GMC) fanno transazioni operando all’interno di network commerciali gestiti (Ormita, BizXchange ecc.) e utilizzando moneta complementare al posto della valuta tradizionale.

Insomma, nel mondo vi sono circa cinquemila micro-sistemi di moneta complementare basati su biglietti o monete tangibili in cui il controvalore legale risulta nei libri-registri contabili. Alcuni esempi sono il  MORE in USA, il ROCS in Inghilterra, il SEL in Francia, l'RRS in Belgio, i WIR in Svizzera, i REL in Germania.

In Italia il commerce network delle imprese è stato importato, adattato e gestito – tra gli altri -  da VisioTrade e la moneta complementare utilizzata è l’Euro Credito, dello stesso valore nominale dell’Euro.

 

Nell’intervista, l’ing. Bilucaglia ci racconta come il loro modello si è adattato alla particolare realtà italiana, tenendo conto cioè della presenza diffusa di tante imprese di medio piccole dimensioni: per aiutarle a crescere facendo a meno anche del contante.

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Commento da Ugo Ricci su 27 Settembre 2011 a 20:12
Caro Mario, non è proprio calzante l'esempio del macellaio...per stare nell'esempio io direi che poichè il mercato italiano non è maturo per vendere carne (pochi buoni macellai e troppi macellai impreparati ad affrontare sfide nuove o approfittatori che non hanno capito ancora che per fare business si deve essere dalla parte del cliente), la carne la sostituisco con altri alimenti. In sostanza, come ho detto nel mio intervento precedente, il barter non è maturo non perchè bexb è incapace di organizzare e gestire un sistema di scambi, ma perchè non è capace di far capire agli associati che bisogna rispettarsi come soci e non farsi la guerra. I macellai impreparati per me non sono le società di scambio, ma gli associati. Se mi iscrivo a un'associazione io ho il rispetto assoluto degli altri soci e se propongo un'iniziativa o una qualsiasi altra cosa non lo faccio per approfittare di loro, ma ho per loro un'occhio di riguardo perchè la mia fortuna sta nel fatto di avere una platea di persone che mi permettono di farla l'iniziativa. Spero di essere stato chiaro.
Commento da Gaetano Comandatore su 27 Settembre 2011 a 23:53

Lo scorso 14 luglio BexB ha festeggiato i 10 anni di attività organizzando una specie di matching (chiamato Business Meeting). In quell'occasione ho incontrato degli associati a cui ho spudoratamente chiesto come si trovavano e, in genere, erano mediamente soddisfatti. Tutti mi hanno confessato di essere a credito (anche di 30.000 €), un paio mi hanno anche detto di imporre ai possibili fornitori prezzi simili a quelli ottenuti al di fuori del circuito.

Credo che il settore in cui si opera sia una discriminante "pesante" ... è chiaro che nel settore dell'elettronica dove la grande distribuzione ha ridotto al minimo i margini un intermediario "costoso" sia scomodo.

Credo, inoltre, che il circuito debba/possa anche essere utilizzato solo per creare i contatti: nulla vieta agli associati di effettuare transazioni in contanti ...

Ma forse mi ostino a vedere rosa ... ho ancora il naso "intero" (sono ancora a saldo zero)

Commento da Mario Bonelli su 28 Settembre 2011 a 11:14
Caro Ugo, sei stato chiarissimo. Condivido a pieno il tuo pensiero. Questa è la ragione per la quale molta della nostra attività è rivolta proprio ad "abituare" gli aderenti al circuito a fare squadra e a fare qualcosa, loro per primi, per rendere grande e profittevole il commerce network. Parlando dal punto di vista di chi gestisce, ti posso dire che per fare un lavoro ben fatto bisogna essere presenti, far sentire il proprio ruolo, stimolare lo scambio e allo scambio, risolvere problemi che quotidianamente vengono rappresentati al circuito ecc. I membri del circuito Visiotrade sono tutti mediamente soddisfatti (naturalmente tutto è perfettibile), i matching andati a buon fine sono in costante aumento (anche se vorremmo che fossero ancora di più), il numero di aderenti all'idea cresce. Quindi il percorso mi pare sui binari giusti. E resto ancorato alla bontà dell'idea "barter" come soluzione a molti dei problemi che attanagliano l'impresa in termini di competitività, accesso al credito, riduzione delle spese commerciali e di marketing. Non posso che essere daccordo anche con Gaetano che si "ostina a vedere rosa".
Commento da Ugo Ricci su 28 Settembre 2011 a 12:33
Rispondo a Gaetano. Io avevo un credito di qualche migliaio di euro e il mio trader non riusciva a procurarmi alcun acquisto (ne sono cambiati 3 senza risolvermi il problema)...a questo punto ho deciso di uscire dal circuito e, per non rimanere con un credito che non avrei più recuperato, ho acquistato buoni MD (discount) che ancora non sono riuscito a spendere completamente dopo un anno perchè normalmente non uso prodotti MD, ebbene ora mi trovo con un debito di qualche migliaio di euro e nessun trader ancora riesce a procurarmi una vendita per azzerare tutto nonostante abbia disdettato il contratto.
Commento da Gaetano Comandatore su 28 Settembre 2011 a 19:17
beh, ora il rosa è un po' più scuro...
Commento da Franco Pezzati su 29 Settembre 2011 a 8:22
Purtroppo, oltre l'esperienza personale, ho avuto l'occasione di sentire solo membri del circuito insoddisfatti. Molti (noi compresi) con la stessa esperienza dell'amico Ricci. Ma sarà stata solo sfortuna! Una domanda: quei soldi a chi rimangono?
Commento da Ugo Ricci su 29 Settembre 2011 a 9:45
Funziona così: contrattualmente potrebbero chiedermi i soldi in contanti, ma contrattualmente mi devono fare prima un certo numero di proposte concrete e plausibili (non impossibili per farmi rinunciare alla fornitura) di vendita e solo se io non le voglio fare allora possono pretendere il pagamento in soldi veri. Intanto nessuno si fa vivo...forse hanno anche dimenticato che esistiamo. In effetti se faccio una fornitura di pari importo (o quasi) avrò un margine sulla fornitura che fa riduce di fatto il mio debito, se invece glieli devo dare in moneta circolante perdo questo piccolo vantaggio. Spero di essere stato chiaro.
Commento da Franco Pezzati su 29 Settembre 2011 a 10:43
Scusa Ugo, era una domanda retorica e riferita al caso in cui l'azienda sia creditore non debitore.
Commento da Ugo Ricci su 29 Settembre 2011 a 11:55
Se sei creditore devi acquistare una qualunque sciocchezza anche se non ti serve altrimenti i soldi non te li danno.
Commento da Alessandro Pansera su 12 Novembre 2011 a 12:52

Buongiorno, non voglio assolutamente mettere in discussione o giudicare le vostre esperienze nel mondo del Barter. Son consapevole del fatto che "fà più rumore un albero che cade di una foresta che cresce",d'altronde in nessun luogo o sistema al mondo esiste la perfezione al 100%. Io con la mia azienda abbiamo avuto ottime opportunità all'interno in questo caso di Visiotrade,ottenendo buoni risultati sia dal punto di vista vendite che da quello acquisti.

Per meglio farvi capire ho potuto acquistare:

-un utilitaria (diversamente avrei dovuto farmi incatenare da un finanziamento)

-2 pc con monitor di ultima generazione

-abbigliamento professionale

-interventi odontoiatrici

-ferie presso hotel convenzionati

-pranzi e cene

-traffico telefonico

-mobili per ufficio

..e molte altre cose che se pur apparentemente futili e superficiali, a fine anno incidono ugualmete sul bilancio aziendale e personale.

Il tutto pagandolo senza l'utilizzo del cash ma bensì compensandolo col mio lavoro..

Ma questa è solo la mia esperienza..

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