Se parlate con un esperto di Comunicazione, certamente vi dirà che esistono i cosiddetti Mezzi Classici (la televisione, le riviste, i giornali) e quelli definiti Below the line (pubblicità sul punto vendita, volantini,

campagne di direct e telemarketing, etc.). Ma accanto a questi, non possono venire trascurati quelli che potremmo definire i mezzi della Comunicazione indiretta.

Partendo dalla considerazione che qualsiasi cosa facciamo comunque comunichiamo (anche l’eventuale silenzio è una forma di comunicazione), esistono molteplici strumenti che vengono utilizzati quotidianamente, cui si da a volte scarso peso dal punto di vista comunicativo. Vediamone alcuni.

 

Il Biglietto da visita è uno di questi. Ma quante volte ci siamo trovati, magari ad una Fiera, davanti ad un  interlocutore che si scusava perché aveva terminato i biglietti da visita? O quanti biglietti sono scritti con caratteri magari originali, ma poco leggibili? O senza il numero di cellulare o l’indirizzo della sede, rinviando unicamente ad un sito internet? Comunque niente paura: su internet si trovano anche siti che forniscono tutti i consigli utili per realizzare un biglietto da visita efficace.

E non dimentichiamo assolutamente la versione elettronica del biglietto da visita, da inviare via mail o cellulare.

 

Anche le Fatture, i Buoni d’ordine o le Proposte d’acquisto, oltre ad essere documenti ufficiali, parlano di noi. Da tanti particolari si capisce se siamo innovativi, attenti al cliente, appassionati al nostro lavoro: dalla precisione utilizzata, dalla presenza del logo e degli elementi di contatto, dalla chiarezza con cui ci esprimiamo (la controprova è data dalle bollette delle società di utilities, che non avendo concorrenti inviano comunicazioni in burocratese). Le eventuali telefonate di chiarimento che riceviamo su qualcuno di questi documenti, rappresentano la prova che dobbiamo migliorare.

 

Le Mail rappresentano una rottura nelle forme tradizionali di comunicazione, non sono soltanto la vecchia lettera commerciale su supporto elettronico. Qui l’estetica, la forma, addirittura la sintassi seguono regole proprie, fuori dagli schemi tradizionali. Ma la cortesia e la chiarezza della comunicazione sono elementi che continuano a fare la differenza. Ed a proposito di chiarezza, non dimentichiamo di scrivere in modo semplice e diretto, l’oggetto della mail: tutti noi ne riceviamo ormai in quantità industriale. Esprimere nell’oggetto il contenuto aiuta a far si che venga vista, senza necessariamente ricorrere all’avviso di ricezione.

 

I Folder ed i Siti internet meriteranno una trattazione a se’ stante. Qui riportiamo solo alcune considerazioni.

I Folder sono spesso documenti autocelebrativi di scarsa utilità. Evidenziare tutta la nostra bravura difficilmente ci farà acquisire qualche nuovo cliente; diverso invece se mettiamo in luce i vantaggi che ottiene scegliendo noi. Questo lo sappiamo tutti, ma poi quasi sempre ricadiamo nel primo caso.

Per quanto riguarda i siti internet aziendali la situazione è ancora più critica. Il mercato è pieno di società in grado di realizzarli, ma non sempre la professionalità è adeguata. Possiamo dire per rimanere sul generale che un buon sito deve essere chiaro, accattivante, soprattutto sempre aggiornato. Ma il salto è quando diventa realmente un canale a due vie (il cosiddetto Web 2.0): non solo noi che parliamo al mercato, ma una sorta di stand virtuale dove incontriamo clienti e fornitori, ed insieme dialoghiamo di business.

 

In tutti gli strumenti trattati è importante aver chiaro qual è l’obiettivo che ci poniamo: non la ricerca di un puro gusto estetico fine a se stesso, ma la possibilità di entrare in relazione con i clienti, facendo vivere loro delle esperienze, anche piccole, ma gratificanti. Ed il cliente lo percepisce, al punto che questo innesca il Passaparola (quella che nei testi di Marketing viene chiamata Referenza attiva). Ed il Passaparola è realmente la forma di comunicazione più efficace.

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Commento da Pietro Bazzoni su 24 Marzo 2011 a 6:57
Grazie Carlo, una bella provocazione a riflettere su come comunichiamo (lo dice uno che ha il biglietto da visita trasparente :-) Quante volte mi son trovato davanti a carte aziendali assolutamente incoerenti con l' impresa che dovevano rappresentare, la sua mission e i suoi principi ? E' successo anche a voi? che effetto vi ha fatto questa incoerenza comunicativa nei confronti dell' interlocutore ? E noi come siamo Messi?
Commento da Silvia Dal Pont su 24 Marzo 2011 a 9:11

Non posso che essere d'accordo con te! Molto spesso l'impresa è portata a guardare quello che lei vuole dire ed in questo modo di diventa autocelebrativa ed, a volte, tediosi. Punti importante per comunicare sono guardare a chi si deve parlare e dire solo quello che interessa all'interlocutore. Es. se vendo jeans direttamente al cliente finale non interesserà sapere quanto fatturo, ma se lo stesso prodotto lo dovessi vendere a una grande istituzione che ha bisogno di grandi quantitativi e sicurezza, credo che guardare anche alla solidità dell'azienda sia una loro prerogativa.

E' veramente tanto quello che si potrebbe dire sulla comunicazione, che non lo si può esaurire qui.

Mi permetto solo di porre l'attenzione sul testo: le stesse possono essere dette in modo piacevole o meno. Fortunatamente siamo "un popolo di poeti", ma a volte non è così e si rischia di fare magari un sito adeguato, ma con del testo che nessuno finirà mai di leggere.

Commento da Alessandro Pelizzari su 24 Marzo 2011 a 18:33

Mi volevo soffermare sul biglietto da visita che, nonostante l'avvento di tantissimi strumenti tecnologici disponibili per trovarci e farci conoscere (pc portatili, smartphone, ipad .... insomma la rete), rimane al primo incontro uno strumento di comunicazione, passatemi il termine, importante, dove con poche segni e poche informazioni magari stampati su di un materiale innovativo devono trasparire, se possibile, come dice Pietro, la mission e i principi aziendali. Arduo compito ma bella sfida!!!

Aiutaci tu Silvia!!!!

buona serata

 

Commento da Silvia Dal Pont su 24 Marzo 2011 a 22:19
Farò del mio meglio per la grafica... ma io non trascuro mai la carta e la qualità di stampa... per cui, l'ultima parola la lascio a te, Alessandro! :-)
Commento da Carlo Visconti su 24 Marzo 2011 a 22:57

A proposito di Biglietti da visita, ecco cosa mi è successo oggi.

Posteggio il mio scooter davanti al Politecnico, fra altre mille motorette. Quando torno a prenderlo infilato sotto la sella e pizzicato alla leva della frizione, trovo dei biglietti da visita.

Un meccanico promuoveva la sua attività in questo modo.

Considerazioni: la grafica lasciava obiettivamente a desiderare, ma:

- il numero di cellulare era scitto in modo evidente

- venivano riportati i tipi di interventi realizzati (tagliandi Piaggio, Aprilia, etc., servizio carrozzeria, elaborazioni, etc.

- e per finire, sul retro...la mappa della zona con ben evidenziata la via.

Un esempio di approccio targettizzato (il posteggio davanti all'Università), con un pizzico di creatività tutta italiana. Che non guasta mai!

Commento da Luca Ghisleni su 24 Marzo 2011 a 23:55
Dovendoci confrontare quotidinamente con grandi nomi, abbiamo sempre cercato di curare la nostra immagine per trasmettere al Cliente (o potenziale tale) un messaggio di qualità, affidabilità e serietà. Purtroppo gli ambiti in cui un'azienda parla sono sempre più numerosi e mantenere tutti questi piani allineati e omogenei non è impresa nè facile nè economica. Tempo ed energie permettendo, noi cerchiamo di sfruttare al meglio strumenti poco costosi, ma di buon impatto come le news letter o gli articoli redazionali che le riviste del settore pubblicano gratuitamente. Questi ultimi in particolare ritengo che siano particolarmente efficaci, più di un'inserzione pubblicitaria, perchè a parlare apparentemente è la rivista e non l'azienda e quindi il messaggio risulta più credibile. Però che fatica...........
Commento da Andrea Bonvicini su 29 Marzo 2011 a 15:31
Sul tema dei biglietti elettronici segnalo che il consiglio di Microsoft a cui fa riferimento il post originale, è sicuramente buono ma il formato VCF non è sempre compatibilecon tutti i PIM. Per questo consiglio di guardare anche i servizi di biglietto da visita online come http://www.mynameise.com/. Ad esempio il mio bv online è
http://eee.am/AndreaBonvicini
Segnalo poi anche i siti come http://about.me e http://flavours.me
Il focus è più sulla persona che sull'azienda, ma sono cmq interessanti.
Commento da Andrea Bonvicini su 29 Marzo 2011 a 21:15
Scusate, rileggendo ho visto che ho sbagliato l'ultimo link. Quello corretto è http://flavors.me/
A proposito di riflettere e comunicare adeguatamente, gli scrittori americani dicono: "To show, not to tell"
Bisogna saper raccontare, non "fare affermazioni". Ma sarebbe un disocrso lungo che mi porta verso il mio altro polo di passione, la narrativa, o, come si dice nei manuali di management, lo "storytelling".
Magari un'altra volta se ne parla!
Commento da Carlo Visconti su 5 Aprile 2011 a 9:43

Scusate, ma non resisto proprio alla tentazione di commentare ... un mio post.

Ieri mi è successa un'esperienza incredibile!

Contesto: presentazione in un grande hotel in centro città; una banca di rilievo nazionale illustra ad un pubblico selezionato una nuova convenzione bancaria. Grande enfasi sulla professionalità dell'istituto, spazio per domande ed aperitivo finale, consegna di gadget e materiale illustrativo.

Ebbene, pinzato a questo il biglietto da visita del promotore finanziario: peccato che nell'indirizzo e-mail, ci sia un errore, corretto a mano(!). 

Quanto ha perso in termini di credibilità? e forse anche di contatti?

Quanto poteva costare rifare 100 biglietti da visita? E stiamo parlando di una grande impresa, che basa il proprio successo sulla precisione e l'affidabilità verso i propri clienti. A voi il giudizio.

Commento da Daniele Milani su 14 Luglio 2011 a 9:24

Sicuramente, chi arriva tardi, perde il treno... leggevo questo sul BIGLIETTO DA VISITA noto che vi è ancora un interesse ad avere dei biglietti da visita ben fatti, equilibrati, chiari ed esteticamente mirati, e siccome io da anni produco proprio questo, mi candiderei a collaborare con chi desidera avere dei biglietti che raggruppino tutte queste caratteristiche, compreso quelli elettronici da trasmettere via mail e telmobile.

Daniele Milani

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