La domanda della settimana: i miei prodotti sono a piattaforma chiusa o aperta?

Questa settimana vorremmo sperimentare un piccolo test. Le domande sono semplici, dirette, ma aiutano a fare mente locale su alcuni degli aspetti trattati nel corso della settimana.

 

Domanda 1 - Quante soluzioni sorprendenti ho generato nel recente passato?

-          zero

-          1-2

-          3-5

-          + di 5

 

Domanda 2 - Raccolgo feedback dai clienti?

-          no

-          si, in modo destrutturato/casuale

-          si, in modo organico

-          se si, come (questionario, internet, call center,..)

 

Domanda 3 - Fornitori e distributori: quanto entrano nella definizione della mia offerta?

-          non mi interessa ascoltarli

-          li ascolto, ma non mi hanno mai fornito contributi

-          ho una relazione collaborativa con loro

 

Proviamo a lasciarci provocare fino in fondo!

Non rispondiamo solo mentalmente, ma proviamo a scrivere le risposte. Se poi condividiamo le nostre riflessioni con i membri della community, sarà un valore per tutti.

Buon Test!

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Commento da Pietro Bazzoni su 11 Marzo 2011 a 10:08
Buongiorno e buonlavoro a tutti dalla fredda ma sempre solare Bari!
Rispondo alle provocazioni di Carlo che con abilita' carica di esperienza, ci ha guidato nei lavori della settimana :-)
1) la mia vita e' una soluzione sorprendente sistematica , ma l' ultima generata ( le Officine ) ha sorpreso anche me . . Direte voi se vi sara' utile e fruttuosa, intanto McKinsey ha presentato un rapporto sul' impatto sul' economia del web in francia. Secondo il rapporto le PMI " a forte intensita' web " hanno un tasso di crescita e una quota di export doppi rispetto a quelle che utilizzano meno la rete. La quale dimostra di essere un formidabile acceleratore di sviluppo come noi delle Officine ci auguriamo sia per tutti noi !
2) il feedback dai clienti e' sempre stato il mio indicatore di riferimento principe, la giuria ed il riscontro della mia prestazione, nelle Officine questo feedback e' in tempo reale, e l' aiuto al cambiamento e all' innovazione di prodotto e' reso immediato grazie all' interazione che possiamo avere liberamente.
3) dai tempi del mio primo lavoro in ABB i fornitori , dal mio secondo lavoro in poi i distributori sono sempre stati fondamentali nella generazione delle mie offerte al mercato. Ho imparato da loro, ho rubato loro il lavoro e la tecnologia, ho sfruttato il loro know how per avere un vantaggio competitivo sui miei diretti concorrenti, nello scambio di informazioni e relazioni siamo cresciuti insieme, risolvendoci reciprocamente problemi sul prodotto e sui processi. Oggi, questo social knowledge network e' lo strumento piu' semplice e al contempo piu' sofisticato per mettere a fattor comune questo nostro enorme potenziale di know-how. Sta' a noi capire se i dati della ricerca MacKinsey possono essere veri anche per le nostra crescita, a voi la palla !
Commento da Andrea Bonvicini su 11 Marzo 2011 a 11:02
1) Normalmente il primo sorpreso sono io delle reazioni positive delle aziende a cui offro i miei servizi. Stupito perchè l'eccellenza percepita (dal cliente) è essenzialmente nata per me ("fornitore") dal desiderio di "fare bene", anzi di "fare bello", quindi da una questione essenziale per me prima che per il cliente.
2) Il feedback, la raccolta del feedback cioè, non è un processo freddo ed ex-post, ma è intrinseco all'erogazione stessa del mio servizio. È quella che Eiglier chiamava "servuction", cioè service-production in cui è essenziale il coinvolgimento del cliente stesso.
3) Per il tipo di lavoro che faccio (consulenza) i miei fornitori sono pochi e indiretti, molto più centrale per me è il concetto di partnership e la capacità di intessere relazioni: esperienze di networking come queste delle "Officine" sono quindi fondamentali.
Commento da Carlo Visconti su 11 Marzo 2011 a 15:02

Questi due commenti mi portano a dire che il tema vero non è tanto disporre di una piattaforma aperta, quanto di avere una mente aperta. Non si tratta tanto di strumentazione da avere - che comunque aiuta - quanto di mente e cuore che sanno entrare in relazione con tutti, e degli occhi per stupirsi di ciò che accade intorno a noi. E' proprio vero il valore moltiplicativo della relazione: 1 + 1 non fa 2, ma molto di più. 

Commento da Andrea Bonvicini su 11 Marzo 2011 a 15:52
Concordo pienamente.
Commento da Francesca Cerri su 12 Marzo 2011 a 13:59

L'ultima "soluzione sorprendente" in termini di prodotto è nata proprio da un prodotto di tipo aperto e dall'obiettivo di cogliere nuove partnership con clienti e distributori per affrontare nuovi mercati, ma è ancora in divenire quindi preferisco parlarne più avanti.

Quello che pensavo leggendo di soluzioni, e che è anche più legato al mio lavoro quotidiano in azienda, è che le soluzioni vengono quando si esce dallo schema delle consuetudini e ci si pone delle domande: nella nostra PMI burocrazia e processi amministrativi rubano troppo tempo ad altre attività più importanti per l'azienda?

Ho implementato allora un nuovo processo, una soluzione perchè ha ridotto i tempi e diminuito i margini di errore, riuscendo a superare la resistenza al cambiamento e le abitudini dei collaboratori. E in questo caso i miei clienti da cui raccogliere i feedback sono stati proprio loro, con cui ancora adesso, mossi dalle necessità ed esigenze dell' azienda e dei clienti finali modelliamo il processo perchè risponda sempre di più alle necessità che ci si presentano giorno per giorno.

Commento da Carlo Visconti su 12 Marzo 2011 a 15:17
Quanto mi ritrovo nel commento di Francesca. Avendo vissuto un'esperienza in una grande azienda editoriale con migliaia di clienti btb, ho toccato con mano quanto i processi interni fossero disegnati su di noi, invece che essere pensati per servire meglio il cliente (sarà un caso che ora l'azienda in questione non navighi proprio in ottime acque?)
Commento da Pietro Bazzoni su 12 Marzo 2011 a 17:32
Grande Francesca! Hai aperto un tema fondamentale su cui il nostro confronto sara' prezioso e approfondito.
Nel frattempo ti ringrazio per averci ricordato che la prima " alleanza" di un imprenditore e' quella siglata con i suoi collaboratori, e rivolta alla soddisfazione dei propri clienti. La vita di un impresa e' il patto sancito al suo interno per soddisfare questo scopo, il modo con cui cio' si attua e' in un continuo divenire. Come hai vinto la resistenza al cambiamento dei tuoi uomini?
Commento da Francesca Cerri su 14 Marzo 2011 a 14:24

Pietro, per rispondere alla tua domanda prendo a prestito la tua citazione dei giorni scorsi: "occorre sempre un emergenza perche' si creino le condizioni per la realizzazione di un nuovo stato delle cose". Ho sfruttato la nostra emergenza di tempo in azienda e poi mi sono messa in prima persona nell'implementazione, dimostrando con i fatti la convenienza al cambiamento.

Commento da Carlo Visconti su 14 Marzo 2011 a 18:17

"Convenienza al cambiamento": davvero un grande tema per tutti noi.

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