Milano, un pomeriggio grigio e freddo come la primavera italiana del 2012, quella con gli autogrill svuotati e le faccie un pò tristi e tirate in metropolitana. La fiera di Rho-Pero sembra lontana, proiettata nel futuro 5 anni da quei giorni depressi. In migliaia, importanti uomini d' affari e giovani designer, artigiani e commercianti del bello, si accalcano nei padiglioni, gustando in estasi le forme e la materia delle creazioni dei maestri italiani del gusto dell' abitare.Una frenesia cosmopolita, un intreccio di mani e di lingue al lavoro.Il russo, l' asiatico, lo statunitense e l' australiano, il variopinto accento arabo e quello scandinavo si incrociano tra salotti e bagni, davanti a camere e cucine nell' intimità di una casa italiana, dilatata e aperta ad accogliere tutto il mondo. Pare un gigantesco "Come back home" planetario! un immensa famiglia in diaspora, sparsa per ogni landa del pianeta che ritorna, come per la nascita di un figlio tanto atteso, o per il matrimonio tanto sperato, tutti accolti nelle stanze di un tempo, dove si respirano i profumi e gli aromi dell' amore e della bellezza, dove gli oggetti ti fanno compagnia e ti parlano di storie antiche e del futuro che ti conquisterai e che ti benedirà. Cammino in un grogiuolo di razze, vedo aziende tricolori mostrare prodotti perfetti e impregnati di arte e incanto, ragazzi e ragazze agli stand proferire disinvolti ogni verbo del globo, imprenditori implacabili, intenti instancabili a scrivere ordini e contratti di fornitura. Tecnici innamorati del legno e del cuoio, dei tessuti come dei metalli e delle plastiche, spiegare nel dettaglio i pregi e le innovazioni dei loro prodotti e dei loro processi ad esotici invidiosi ammiratori.Immerso in questo frenetico mercato planetario incontro un vecchio amico, nel suo soggiorno di cristallo, tiene in braccio la piccola nipotina e la guarda come il suo capolavoro più prezioso e delicato, più dei suoi vetri. Torno nel pomeriggio grigio e freddo, grosse nubi neri si affacciano all' orizzonte con un vento che le sospinge impetuoso, a tratti si squarcia il velo e si vede l' azzurro del cielo dietro il sipario opaco, ritorno dal mio assaggio di futuro italiano, da un pomeriggio passato oltre il travaglio del parto di questa nuova Italia, ritorno dopo averla vista bella e fiera del suo fare, delle sue capacità e dei suoi sacrifici. Ritorno dopo averla vista ammirata e desiderata da tutto il mondo. . e adesso avanti col travaglio, certi che il parto arriverà.

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Tag: design week 2012, futuro italia, salone del mobile, saloni, saloni 2012, saloni milano

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